I nuovi processori Diamond Rapids targati Intel hanno fatto capolino ufficialmente, e portano con sé un cambio di passo importante per il mondo dei data center. Si tratta delle CPU che daranno vita alla famiglia Xeon 7, attese sul mercato nel 2027 e costruite su un processo produttivo nuovo di zecca. Una mossa che segna il debutto vero e proprio della tecnologia su cui Intel sta puntando per il futuro più immediato.
Cosa sappiamo su Diamond Rapids e il processo 18A-P
Partiamo da una premessa utile per capire dove si colloca questa novità. Il nodo produttivo 18A ha già dato buoni frutti, sia sul fronte client con Panther Lake, sia su quello dei data center con Clearwater Forest. Adesso però l’azienda alza l’asticella e si prepara a fondare la prossima generazione di prodotti su un’evoluzione di quel processo, chiamata 18A-P.
E qui arriva il bello: Diamond Rapids rappresenta il primo grande annuncio legato proprio a questa tecnologia. Non è un dettaglio da poco, perché significa che il primo prodotto concreto a sfruttare 18A-P sarà appunto questo chip pensato per il segmento dei server. Insomma, la famiglia Xeon 7 diventa il banco di prova di una produzione su cui Intel ha investito parecchio.
Core, memoria e supporto PCIe: i numeri che contano
Sul piano delle specifiche, i dettagli condivisi finora non sono tantissimi, ma quelli che ci sono fanno comunque alzare un sopracciglio. I processori Diamond Rapids potranno arrivare fino a 192 core, una cifra che la dice lunga sull’ambizione di questi chip in ambito server e calcolo ad alte prestazioni.
Non finisce qui. C’è il supporto per la memoria a 16 canali, una configurazione pensata per gestire enormi quantità di dati senza creare colli di bottiglia, e poi spunta la compatibilità con il PCIe Gen6, lo standard di interconnessione più recente, che apre la porta a velocità di trasferimento ancora più elevate tra i vari componenti.
Mettendo insieme questi tasselli, il quadro che emerge è quello di una piattaforma costruita per i carichi di lavoro più pesanti, dai data center alle infrastrutture che macinano calcoli giorno e notte. La combinazione tra l’altissimo numero di core, la banda di memoria generosa e il nuovo standard PCIe lascia intendere dove Intel voglia andare a parare con la famiglia Xeon 7.
Per il momento l’azienda ha preferito non scoprire troppe carte, lasciando in sospeso diversi aspetti tecnici che probabilmente verranno svelati più avanti, man mano che ci si avvicinerà al lancio. Quello che è chiaro, però, è il calendario: i nuovi Diamond Rapids arriveranno nel 2027, e saranno la prima vera dimostrazione di cosa il processo 18A-P è in grado di offrire una volta tradotto in silicio.