Instagram sa dove ti trovi, e a volte questo basta a farti scoprire da qualcuno che non avresti mai voluto incontrare di nuovo. È quello che è successo a una donna che ha raccontato la sua disavventura su Reddit, riaprendo una discussione che torna utile a chiunque pensi di muoversi nell’ombra sui social. Il punto della vicenda è semplice e fastidioso: nonostante una serie di accorgimenti pensati per restare invisibile, è stata individuata da uno sconosciuto nel giro di pochissimo tempo.
Cosa è andato storto con quell’account secondario
La protagonista aveva fatto le cose con una certa attenzione. Account secondario, niente foto del volto, una manciata di follower e nessun collegamento evidente alla sua identità reale. Sulla carta, una privacy blindata. Eppure è bastato un attimo perché qualcuno la riconoscesse e la raggiungesse, lasciandola spiazzata.
Il problema, quando si parla di anonimato sui social, è che le precauzioni più ovvie spesso non bastano. Si pensa alle foto, ai nomi, ai follower, ma ci si dimentica di tutto quello che avviene dietro le quinte. Le piattaforme raccolgono e incrociano una quantità enorme di dati, e tra questi c’è una voce che pochi controllano davvero: la posizione. Bastano pochi segnali, una rete WiFi condivisa, un suggerimento di amicizia generato dalla vicinanza fisica, e il velo dell’anonimato si solleva.
Il racconto su Reddit ha colpito proprio per questo. Non c’era stata alcuna disattenzione clamorosa, nessuna foto compromettente, nessun dato personale lasciato in giro. Solo una serie di meccanismi che lavorano in automatico, silenziosi, e che mettono in contatto persone che si trovano nello stesso posto nello stesso momento. Anche su un autobus, per dire.
L’opzione da disattivare per non farsi rintracciare
La buona notizia è che qualcosa si può fare, e non serve essere esperti di tecnologia. La chiave sta nelle impostazioni di Instagram legate alla posizione e ai suggerimenti basati sulla vicinanza. Sono funzioni pensate per aiutare a ritrovare amici e conoscenti, ma che si trasformano in un boomerang quando l’obiettivo è restare riservati.
Vale la pena entrare nelle impostazioni dell’app e dare un’occhiata a tutto ciò che riguarda la condivisione della posizione. Disattivare l’accesso alla localizzazione, limitare i suggerimenti di contatto e controllare i permessi concessi al telefono sono passaggi che richiedono pochi minuti e che cambiano parecchio le carte in tavola. Senza questi segnali, diventa molto più difficile per chiunque collegare un account anonimo a una persona reale incontrata per strada.
C’è poi un aspetto più ampio che la vicenda mette in luce. La separazione tra account principale e secondario, da sola, non garantisce nulla. Le piattaforme tendono a riconoscere quando due profili appartengono allo stesso dispositivo o alla stessa persona, e i suggerimenti che propongono possono fare da ponte tra i due mondi che si vorrebbero tenere distinti.