Chi teme che il proprio numero IMEI possa finire in bella vista sulla schermata di blocco senza possibilità di scelta può stare tranquillo. Un lavoro di analisi condotto sul codice dell’app Google Play Services ha svelato la presenza di un interruttore dedicato, un semplice toggle che permette di decidere se mostrare oppure no l’IMEI sul dispositivo bloccato. Insomma, si tratta di un’opzione e non di un obbligo, e questo cambia parecchio le cose per chi tiene alla propria privacy.
La storia parte da lontano. Già a dicembre era emerso che Google stava valutando di far comparire il numero identificativo dello smartphone Android direttamente sulla schermata di blocco. Il posto scelto per queste informazioni è la sezione Emergenza, quella pensata per situazioni particolari in cui qualcuno potrebbe aver bisogno di dati sul telefono. All’epoca però mancava un dettaglio importante: nessuno sapeva se la funzione sarebbe stata attivabile a piacere o imposta a tutti gli utenti.
Un interruttore che mette fine ai dubbi
Il punto interrogativo è rimasto in sospeso per un po’. A gennaio era spuntata di nuovo questa funzionalità durante altre esplorazioni del codice, ma anche in quel momento non c’era chiarezza sul fatto che fosse opzionale. Il timore, comprensibile, riguardava la possibilità che chiunque prendesse in mano un telefono altrui potesse leggere l’IMEI senza nemmeno sbloccarlo.
L’esame recente ha finalmente sciolto ogni dubbio. Il toggle esiste davvero e consente a ciascuno di scegliere in autonomia. Chi preferisce tenere nascosto il proprio IMEI potrà semplicemente lasciare l’interruttore disattivato, mentre chi non ha problemi a mostrarlo nella sezione Emergenza potrà attivarlo con un tocco.
Vale la pena ricordare cosa sia questo numero, perché non tutti lo hanno chiaro. L’IMEI è una sorta di codice identificativo univoco assegnato a ogni dispositivo mobile. Serve tra le altre cose a bloccare un telefono rubato o a identificarlo presso l’operatore. Averlo a portata di mano può risultare comodo in certe circostanze, ma allo stesso tempo è comprensibile che qualcuno preferisca non esporlo a occhi indiscreti.
La scelta di inserire un controllo dedicato riflette un approccio attento da parte di Google, che invece di calare la funzione dall’alto lascia decidere l’utente. Un dettaglio piccolo ma non banale, soprattutto quando si parla di dati che identificano in modo diretto un dispositivo e, di riflesso, chi lo possiede.
Al momento la comparsa dell’IMEI resta legata alla sezione Emergenza della schermata di blocco, quindi non finirà comunque tra le informazioni immediatamente visibili al primo sguardo. Chi vorrà consultarla dovrà entrare in quell’area specifica, pensata proprio per accedere a dati rilevanti in caso di necessità.
L’analisi del codice di un’app, va detto, mostra cosa gli sviluppatori stanno preparando dietro le quinte. Non sempre tutto ciò che emerge da questi esami arriva poi in versione definitiva agli utenti, ma la presenza di un interruttore così specifico suggerisce che il lavoro su questa funzionalità è in fase piuttosto avanzata. La possibilità di gestire manualmente la visibilità dell’IMEI sembra ormai pronta a diventare parte dell’esperienza Android.