Tutti i bambini cresciuti negli anni Novanta hanno visto almeno una volta Il gobbo di Notre Dame, eppure questo film non è mai entrato davvero nell’olimpo dei grandi classici della casa di Topolino. Strano, se si pensa che sul piano visivo, musicale e narrativo è uno dei titoli più potenti e cupi mai usciti dagli studi Disney. Adattamento del romanzo di Victor Hugo, la pellicola compie proprio in questi giorni trent’anni e merita di essere ricordata per quello che è: un piccolo gioiello rimasto un po’ in ombra.
Diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise, il film arrivò per la prima volta sugli schermi di New Orleans il 19 giugno 1996, prima di approdare negli Stati Uniti il 21 giugno. In Italia bisognò aspettare l’autunno di quello stesso anno. La storia segue Quasimodo, un uomo deforme che vive nascosto tra le campane di Notre Dame, in compagnia di tre gargoyle. La sua reclusione affonda le radici in una tragedia avvenuta quando era ancora bambino. Dopo la morte della madre, il giudice Frollo, crudele e spietato, gli impone di non mostrarsi mai al mondo. Tutto cambia quando incontra Esmeralda, una ballerina gitana che gli apre le porte di una realtà che nemmeno immaginava esistesse.
Un successo al botteghino che non bastò a renderlo leggenda
Il film uscì in un momento d’oro. Erano gli anni di La Bella e la Bestia del 1991, di Aladdin del 1992 e de Il Re Leone del 1994. Una serie di successi che si chiuse poi con Pocahontas del 1995, Il gobbo di Notre Dame 1996, Hercules del 1997, Mulan del 1998 e Tarzan del 1999. Dopo quei titoli, Disney perse parecchio del suo smalto e l’impatto sul pubblico non fu più lo stesso.
Tra tutte quelle pellicole, però, Il gobbo di Notre Dame è quella che ha faticato di più a entrare nell’immaginario collettivo come vero e proprio classico. Eppure i numeri parlano chiaro. Il film incassò circa 311 milioni di euro in tutto il mondo, una cifra notevole considerando un budget di circa 96 milioni di euro. Qualche anno più tardi arrivò anche un sequel pensato direttamente per il mercato home video, intitolato Il gobbo di Notre Dame II, uscito nel 2001.
Niente remake in carne e ossa, e forse è un peccato
Chi scorre la lista dei film che Disney ha trasformato in remake live action non troverà Il gobbo di Notre Dame. Un’assenza che pesa, perché si tratta di un’opera che affronta temi tutt’altro che leggeri, dalla molestia che Frollo esercita su Esmeralda fino all’emarginazione di chi viene considerato diverso. Roba forte, per un film d’animazione.
Va detto che lo studio ha attraversato un periodo complicato proprio con alcuni dei suoi rifacimenti. Biancaneve del 2025 ha racimolato appena 197 milioni di euro nel mondo, un risultato deludente. La rotta è cambiata invece con Lilo & Stitch, sempre del 2025, capace di toccare quota 994 milioni di euro circa e di piazzarsi al quarto posto tra i film più visti dell’anno.
Il gobbo di Notre Dame è disponibile su Disney+.