Chi ha amato la saga di Harry Potter ricorda perfettamente cosa fosse il diario di Tom Riddle: un oggetto maledetto capace di leggere le parole scritte sulle sue pagine, assorbirne l’inchiostro e rispondere a tono. Ecco, oggi qualcosa di molto simile è realtà, grazie a un tablet e-ink e a un pizzico di ingegno smanettone. Non serve la magia nera, basta il giusto assortimento di software e un dispositivo abbastanza flessibile da essere piegato agli scopi di chi lo utilizza.
Facciamo un passo indietro per chi non mastica la storia. Nel mondo di J.K. Rowling il diario era uno degli Horcrux creati da Lord Voldemort, consegnato da Tu-Sai-Chi a Lucius Malfoy e finito poi nelle mani di Ginny Weasley. Tom Riddle usò quel diario per comunicare con la sorella di Ron, fino a prenderne il controllo della mente e costringerla a riaprire la Camera dei Segreti. Un oggetto inquietante, insomma. E adesso qualcuno ha deciso di riportarlo in vita, almeno nella sua funzione più sorprendente, quella di scrivere e ricevere risposte scritte a mano come per incanto.
Come nasce la versione moderna dell’Horcrux
Chi pensa che una cosa del genere resti confinata alla fantasia, be’, si sbaglia. Su GitHub ci sono tutte le informazioni necessarie per costruirsi il proprio piccolo Riddle personale. Servono un tablet ReMarkable Paper Pro impostato in modalità sviluppatore, un launcher installato e Claude Fable 5, l’ultimo modello di intelligenza artificiale firmato Anthropic. Il resto lo fa la combinazione di questi ingredienti, che trasformano un normale dispositivo per prendere appunti in qualcosa di decisamente più affascinante.
Qualche precisazione tecnica è d’obbligo, perché non si tratta esattamente di un gioco da ragazzi. Il software richiede i privilegi di root ed è necessaria una connessione SSH verso un server remoto. Con questa configurazione l’interfaccia originale viene sostituita da una versione più magica, che sfrutta un modello linguistico dotato di capacità visive. In pratica funziona così: il sistema assorbe l’inchiostro scattando un’istantanea PNG in scala di grigi, poi elabora e risponde subito dopo con una grafia fluida. Esattamente come faceva il diario nel film, con quelle parole che comparivano sulla carta come se una mano invisibile le stesse tracciando.
L’effetto finale è spiazzante proprio per questo motivo. Non c’è una tastiera, non c’è uno schermo che restituisce testo digitale nel senso tradizionale. C’è la scrittura a mano che entra e la scrittura a mano che esce, con quella sensazione di dialogare davvero con un oggetto dotato di volontà propria. Il tutto reso possibile dalla natura e-ink del ReMarkable Paper Pro, che replica la resa della carta molto meglio di un display retroilluminato e contribuisce a rendere l’illusione credibile.
Va detto che il progetto rimane roba per appassionati con una certa dimestichezza tecnica, viste le operazioni richieste tra root, SSH e configurazione del server. Non è la classica app da scaricare e usare in due minuti. Ma l’idea di sfruttare l’intelligenza artificiale per far rivivere uno degli oggetti più celebri e sinistri della saga ha comunque il suo fascino, e testimonia quanto la tecnologia attuale sia arrivata vicina a qualcosa che fino a pochi anni fa apparteneva solo alla pagina scritta.