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I vulcani di Marte potrebbero non essere spenti del tutto ma soltanto addormentati. L’idea ribalta una convinzione piuttosto diffusa, cioè che il vulcanismo marziano appartenga ormai al passato remoto del pianeta rosso e che non abbia più nulla da dire. Sulla superficie di Marte non si registra un’eruzione da almeno 2 milioni di anni, un intervallo che a prima vista sembra chiudere la questione. Per un pianeta però si tratta di poco più di un pisolino, e la domanda viene da sé: un vulcano potrebbe un giorno tornare a eruttare su Marte?
Due milioni di anni sembrano tanti, ma non per un pianeta
Il punto di partenza è proprio questo numero. Almeno 2 milioni di anni senza alcuna attività eruttiva rappresentano, per chiunque ragioni sulla scala di una vita umana o anche della storia delle civiltà, un tempo quasi impossibile da immaginare. Con un silenzio così lungo è comprensibile concludere che quei giganti di roccia abbiano smesso di funzionare per sempre. Il ragionamento ha una sua logica, solo che applica un metro sbagliato.
I pianeti vivono su tempi geologici che non hanno niente a che vedere con i nostri. Ciò che a un osservatore sulla Terra appare come un’eternità, nella lunghissima storia di un corpo celeste diventa un intervallo breve, quasi trascurabile. Ecco perché due milioni di anni di quiete, letti nella prospettiva giusta, somigliano molto di più a una pausa che a una fine. Ed è qui che cambia completamente il modo di guardare ai vulcani di Marte.
Dormienti, non estinti
La distinzione tra un vulcano spento e uno semplicemente dormiente non è un dettaglio da manuale. Nel primo caso la partita è chiusa e non ci si aspetta più alcuna attività. Nel secondo invece il sistema resta in attesa, fermo ma potenzialmente capace di risvegliarsi. Considerare il vulcanismo marziano morto o soltanto assopito significa quindi immaginare due pianeti molto diversi tra loro, uno geologicamente esaurito e uno ancora in grado di cambiare.
Proprio per questo l’interrogativo sul futuro di Marte è tutt’altro che ozioso. Se la lunga assenza di eruzioni non basta a decretare la fine dell’attività, allora l’ipotesi di un risveglio non può essere scartata a priori. Il pianeta rosso, spesso descritto come un mondo immobile e congelato nel tempo, potrebbe custodire sotto la superficie una vitalità che i suoi paesaggi silenziosi non lasciano intuire.
Va detto che parlare di un’eruzione su Marte non vuol dire prevederne una a breve. I tempi restano quelli planetari, enormi e lontanissimi dalla scala umana. La questione riguarda piuttosto la natura stessa del pianeta, e il modo in cui leggiamo i segnali che offre. Un lungo silenzio, in geologia, non equivale necessariamente a un addio definitivo.
Un pianeta che potrebbe ancora sorprendere
Pensare ai vulcani marziani come a strutture soltanto addormentate apre uno scenario affascinante. L’idea di un Marte ancora attivo dal punto di vista vulcanico cambia la percezione di un pianeta che per molto tempo è stato raccontato come un deserto inerte. La possibilità che un giorno un vulcano torni a farsi sentire, per quanto lontana nel tempo, rende il quadro decisamente più dinamico.
Il dato da cui tutto parte rimane lo stesso. Su Marte non si verifica un’eruzione da almeno 2 milioni di anni, un periodo che per un pianeta equivale a un breve sonnellino.
Fonte: TecnoAndroid


