L’accordo HALEU in Ohio potrebbe finalmente sciogliere uno dei nodi più discussi del nucleare di nuova generazione, ovvero la cronica mancanza di combustibile per i reattori avanzati. A muovere le acque sono due aziende, Oklo e Centrus, che hanno messo nero su bianco una lettera di intenti destinata a garantire la fornitura di uranio per alimentare fino a cinque reattori Aurora nei prossimi anni.
Parliamo di HALEU, sigla che sta per uranio a basso arricchimento ad alto dosaggio. Un materiale che, detto in parole semplici, serve a far funzionare i reattori più moderni e che però negli Stati Uniti scarseggia da tempo. Le consegne, stando a quanto previsto dall’intesa, dovrebbero partire nel 2029.
Un polo energetico da 1,2 gigawatt nel sud dell’Ohio
Il cuore di tutta l’operazione è un grande polo energetico che dovrebbe nascere nel sud dell’Ohio, con una potenza prevista di 1,2 gigawatt. Una cifra niente male, che renderebbe il progetto uno dei più ambiziosi nel panorama del nucleare avanzato americano.
Il combustibile non arriverebbe da chissà dove. A produrlo ci penserebbe l’impianto di arricchimento che Centrus gestisce nella contea di Pike, anch’essa in Ohio. Tutto in casa, insomma, con una filiera che resta concentrata nello stesso territorio. Un dettaglio che conta parecchio quando si parla di catene di approvvigionamento strategiche, soprattutto in un settore delicato come quello nucleare.
I reattori Aurora di Oklo rappresentano il tipo di tecnologia che dovrebbe beneficiare di questa fornitura. Cinque unità da alimentare per diversi anni, un impegno che richiede certezze sul fronte del combustibile. E qui sta il punto.
Perché la carenza di combustibile pesava così tanto
Forse non tutti lo sanno, ma negli ultimi anni la scarsità di HALEU prodotto negli Stati Uniti è stata additata da molti operatori del settore come uno dei principali ostacoli alla diffusione delle tecnologie nucleari di ultima generazione. In pratica, senza combustibile a disposizione, anche i progetti più promettenti rischiavano di restare sulla carta.
Jacob DeWitte, cofondatore e amministratore delegato di Oklo, ha spiegato bene il senso dell’intesa. Secondo lui questo accordo mette insieme tre ingredienti fondamentali per far decollare il nucleare avanzato: la disponibilità di combustibile, la domanda di energia e la capacità di generazione. Tre tasselli che, presi singolarmente, non bastano. Messi assieme, invece, iniziano a comporre un quadro concreto.
La partita, a conti fatti, si gioca proprio sulla capacità di garantire una fornitura stabile e affidabile nel tempo. Avere il combustibile assicurato per più anni cambia le carte in tavola per chi deve pianificare investimenti pesanti come quelli legati alla costruzione di reattori. Le consegne attese a partire dal 2029 segnano quindi una tappa precisa, un orizzonte temporale su cui costruire i piani futuri del polo energetico dell’Ohio.