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Android accoglie le Emoji 3D dei Google Pixel, ma non via Gboard

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Le emoji 3D di Google hanno cominciato a comparire anche su smartphone Android diversi dai Pixel 11, che fino a poco tempo fa ne detenevano l’esclusiva. La distribuzione è ancora parziale e per certi versi un po’ enigmatica, eppure l’intenzione dell’azienda appare piuttosto evidente. L’obiettivo è portare le nuove Noto 3D sul maggior numero possibile di telefoni, ben oltre i confini della propria linea di dispositivi.

Il percorso era iniziato a maggio, quando Google aveva presentato le Noto 3D come un restyling tridimensionale del set di emoji già esistente. All’inizio erano riservate ai Pixel 11, poi il mese scorso è arrivata la conferma dell’espansione verso altri produttori. L’elenco è lungo e comprende Nothing, Lenovo, Xiaomi, OPPO, OnePlus, realme, vivo, iQOO, HONOR, TECNO, Infinix, itel e Motorola. Praticamente mezzo mercato Android, se si considera il peso di questi marchi nelle vendite globali.

Un aggiornamento di sistema e non della tastiera

A notare le nuove faccine è stato un utente su Reddit, che se le è ritrovate sul proprio dispositivo senza particolari preavvisi. Il dettaglio più interessante riguarda però il canale di distribuzione. Le emoji non sono arrivate tramite un aggiornamento di Gboard, la tastiera sviluppata da Google, ma attraverso un vero e proprio aggiornamento di sistema.

Questa differenza non è affatto banale. Significa che il colosso californiano sta distribuendo le sue emoji in modo molto più profondo di quanto ci si potesse aspettare, integrandole direttamente nel software del telefono. Non si tratta quindi di un semplice ritocco legato a un’app, ma di un intervento che tocca il cuore del sistema operativo e che rende le nuove icone parte integrante dell’esperienza quotidiana su Android.

Cosa cambia con le Noto 3D

Chi si chiede quale sia la vera novità rispetto alle emoji attuali trova la risposta osservando le immagini. Le Noto 3D aggiungono profondità, ombre e volume alle classiche faccine piatte che tutti conoscono, regalando un aspetto decisamente più moderno e tridimensionale. Il cambio di stile si nota subito, anche a colpo d’occhio, nelle chat di tutti i giorni.

Google ha lavorato anche sul lato pratico, curando la leggibilità delle icone quando vengono mostrate a dimensioni ridotte. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla modalità scura, così che le nuove emoji restino ben visibili anche su sfondi neri o molto scuri. Per chi vuole confrontare le due versioni esiste una pagina ufficiale dell’azienda che permette di vederle affiancate e cogliere ogni differenza.

Un rollout senza un criterio preciso

Il rollout procede in maniera graduale e al momento non è chiaro quali dispositivi stiano ricevendo la novità. Colpisce il fatto che una delle funzioni più visibili e usate ogni giorno su Android stia arrivando in sordina, senza annunci ufficiali e con una distribuzione che sembra seguire una linea poco definita. D’altra parte Google ha già abituato gli utenti a un modo di procedere un po’ disordinato quando si tratta di portare nuove funzioni sui telefoni.

Per il momento l’unica strada percorribile è la pazienza, anche perché nemmeno la piattaforma di casa sembra seguire uno schema logico. Alcuni Pixel con installata la beta di Android 17 QPR2 non mostrano ancora le nuove emoji 3D, segno che non esiste un criterio evidente nella scelta dei dispositivi che le stanno ricevendo.

Fonte: TecnoAndroid

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