Google Traduttore non vuole più essere soltanto un traduttore al volo, e l’ultima trovata lo dimostra bene. L’app sta lavorando a un widget che ricalca da vicino una delle idee vincenti di Duolingo, quella della streak, cioè il contatore dei giorni consecutivi di studio. Un segnale chiaro di dove vuole arrivare.
Tutto è cominciato con l’arrivo della modalità Practice, una specie di tutor basato sull’intelligenza artificiale che permette di allenare le lingue attraverso conversazioni simulate. Da lì in poi la direzione è apparsa evidente. Google Traduttore punta a portare dalla sua parte una fetta di utenti che fino a oggi si affidavano a Duolingo per imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. E adesso sembra voler prendere in prestito anche lo strumento di fidelizzazione che ha reso famoso il gufo verde.
Come funziona il widget Practice streak
Da un’analisi del codice della versione più recente dell’app per Android è emerso un widget chiamato Practice streak. L’idea è semplice e diretta: mostrare il numero di giorni consecutivi di pratica direttamente sul launcher dello smartphone, così che basti un tocco per aprire la modalità di allenamento. Niente passaggi intermedi, niente menù da scorrere.
Il ragionamento dietro questa scelta è di quelli che funzionano sempre. Le notifiche si ignorano con facilità, magari si chiudono senza nemmeno leggerle. Un widget piazzato sulla schermata home invece resta lì, sotto gli occhi, ogni volta che si sblocca il telefono. Duolingo lo ha capito da tempo e proprio su questo meccanismo ha costruito buona parte delle sue abitudini quotidiane tra gli utenti.
La differenza rispetto a Duolingo
Google sta replicando lo stesso schema, ma con un dettaglio non da poco. La modalità Practice di Traduttore è completamente gratuita. Nessun abbonamento da sottoscrivere, nessuna vita da ricaricare quando si sbaglia, nessun limite nascosto. Una scelta che potrebbe pesare parecchio per chi cerca un modo per esercitarsi senza spendere.
Il widget, stando a quanto si è visto, mostra il contatore dei giorni di fila ed è anche ridimensionabile. Va detto però che nelle versioni più grandi appare un po’ spoglio, con tanto spazio bianco che lo fa sembrare incompleto. Probabilmente è un aspetto su cui si lavorerà ancora, visto che si tratta di una funzione tutt’altro che definitiva.
Qui sta il punto da tenere a mente. Quello che è stato estratto dal codice è materiale ancora in fase di sviluppo, non disponibile per nessun utente al momento. Google potrebbe rilasciarlo esattamente così com’è, oppure rivederlo da cima a fondo, o addirittura decidere di abbandonarlo prima ancora di mostrarlo al pubblico. Capita spesso con le funzioni scoperte in anticipo dentro le righe di codice di un’app.
Gli screenshot che circolano arrivano da un’analisi dell’apk, lo stesso tipo di esame che permette di scovare in anticipo le novità che le aziende tengono ancora nascoste. Per ora resta un’anticipazione interessante su come Google Traduttore intenda trasformarsi in uno strumento di apprendimento vero e proprio, capace di tenere incollati gli utenti giorno dopo giorno.