Mentre la seconda metà dell’estate 2026 si avvicina, il quadro attorno ai Google Pixel 11 si fa sempre più definito. La gamma sarà composta da quattro modelli, esattamente come accade dal 2024 con la serie Pixel 9: il modello base, le due varianti Pro e il pieghevole. Del design si sapeva già qualcosa grazie ai render basati sui CAD, ma ora sono emersi una quantità impressionante di dettagli tecnici che permettono di avere una visione quasi completa di quello che Google sta preparando.
Al centro di tutto c’è il Tensor G6, nome in codice Malibu, il nuovo processore che verrà prodotto con il processo a 2 nm di TSMC. La CPU avrà una configurazione epta-core (sette core), organizzata in uno schema 1+4+2 con architettura ARM. Il core più potente sarà un ARM C1-Ultra con frequenza fino a 4,11 GHz, il cluster intermedio da quattro core sfrutterà gli ARM C1-Pro fino a 3,38 GHz, mentre il cluster meno performante avrà due core ARM C1-Pro a 2,65 GHz. Rispetto al Tensor G5, le frequenze salgono su tutta la linea e i core sono di generazione più recente, anche se si perde un’unità nel cluster centrale. Tra le altre caratteristiche del SoC figurano il chip di sicurezza Titan M3, una GPU PowerVR C-Series di Imagination Technologies, il modem M90 di MediaTek, una nuova TPU (nome in codice Santafe) e una nuova GXP (nome in codice Metis).
C’è anche una novità piuttosto curiosa: Google Pixel 11 Pro e Pro XL diranno addio al termometro integrato nella Camera Bar, presente sin da Google Pixel 8 Pro. Al suo posto dovrebbe comparire un array di LED RGB, con un effetto visivo simile alla Glyph Matrix di Nothing, ma in formato ridotto. Questo elemento sarà legato alla funzionalità Pixel Glow, di cui si parla ormai da settimane. Niente da fare invece per Project Toscana, la tecnologia di sblocco facciale basata su fotocamera a infrarossi in stile Face ID: non sarebbe ancora pronta per il lancio commerciale.
Le specifiche modello per modello: da Google Pixel 11 al Pro Fold
Partendo dal modello base, Google Pixel 11 (nome in codice Cubs) dovrebbe avere un display OLED da 6,3 pollici FHD+ con refresh rate tra 60 e 120 Hz, luminosità di picco fino a 3.100 nit, 8 o 12 GB di RAM e una batteria da 4.840 mAh nominali. Le colorazioni previste sono nero, verde, rosa e viola. La fotocamera posteriore sarà tripla, con un nuovo sensore principale probabilmente da 50 megapixel.
Google Pixel 11 Pro (Grizzly) e Google Pixel 11 Pro XL (Kodiak) condividono diversi elementi. Entrambi montano display LTPO OLED con refresh rate variabile da 1 a 120 Hz e luminosità di picco fino a 3.600 nit. Il Pro avrà uno schermo da 6,3 pollici, il Pro XL da 6,8 pollici. La RAM sale a 12 o 16 GB su entrambi, e la fotocamera posteriore tripla includerà un nuovo teleobiettivo periscopico. La batteria sarà da 4.707 mAh nominali per il Pro e da 5.000 mAh per il Pro XL.
Il pieghevole, Google Pixel 11 Pro Fold (Yogi), avrà un display esterno OLED da 6,4 pollici e uno interno LTPO OLED da 8 pollici. Le colorazioni saranno Midnight (nero) e Pine (verde). La RAM sarà da 12 o 16 GB, con una batteria da 4.658 mAh nominali, leggermente inferiore rispetto al modello 2025.
Quando arrivano e quanto costeranno i nuovi Google Pixel 11
Anche quest’anno il lancio dovrebbe avvenire nel mese di agosto, in linea con le ultime due generazioni. La disponibilità effettiva è prevista a poche settimane dalla prima release trimestrale di Android 17, il che renderebbe i Pixel 11 i primi dispositivi della famiglia a ricevere le novità del Pixel Drop di settembre 2026.
Sul fronte prezzi, la situazione è più complicata. La crisi delle memorie potrebbe spingere Google ad aumentare i listini rispetto ai modelli 2025, che partivano da 899 euro per Pixel 10, 1.099 euro per Pixel 10 Pro, 1.299 euro per Pixel 10 Pro XL e 1.899 euro per Pixel 10 Pro Fold. Da capire anche se Google deciderà di eliminare il taglio base da 128 GB per Google Pixel 11 e Pixel 11 Pro, allineandosi a quanto fatto da Apple: nella fascia alta, Big G resta l’unica realtà a offrire ancora questo taglio di memoria sui propri smartphone di punta.