Google ha messo nel mirino l’animale più letale del pianeta e ha in mente qualcosa di sorprendente: liberare 32 milioni di zanzare sterili tra California e Florida nel giro di due anni. L’azienda di Mountain View ha già presentato la richiesta all’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, con l’obiettivo di frenare la diffusione di malattie che ogni anno mietono un numero impressionante di vittime.
Perché proprio la zanzara e non lo squalo o il leone. La risposta sta nei numeri. Questo piccolo insetto ronzante, quello che rovina le sere d’estate appena spenta la luce, uccide oltre un milione di persone all’anno trasmettendo dengue, malaria e virus Zika. Nessun altro animale si avvicina lontanamente a queste cifre. Ed è proprio contro l’Aedes Aegypti, una delle specie più pericolose, che si concentra il progetto.
Come funziona il piano contro le zanzare
L’idea di fondo non è nuova, va detto. Già qualche anno fa era circolata una sperimentazione simile portata avanti da una società britannica finanziata dalla fondazione di Bill e Melinda Gates, che puntava a rilasciare centinaia di milioni di zanzare modificate geneticamente. Il meccanismo pensato da Google segue una logica affine ma con una sfumatura tutta sua.
Si tratta di liberare milioni di esemplari maschio, quelli che non pungono e quindi non trasmettono nulla, infettati con un batterio naturale chiamato wolbachia. Questo batterio rende i maschi sterili. Quando poi si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova non si schiudono. E così, generazione dopo generazione, la popolazione di zanzare cala fino a crollare del tutto. Un collasso lento ma inesorabile, almeno sulla carta.
La tecnica dell’insetto sterile e i precedenti nel mondo
Alla base di tutto c’è la SIT, sigla che sta per tecnica dell’insetto sterile. Non è certo una novità dell’ultima ora: è un metodo scientifico nato negli anni Cinquanta e già usato con buoni risultati contro la mosca mediterranea della frutta in California e contro il verme delle carni negli Stati Uniti.
Sulle zanzare, invece, i precedenti sono più recenti ma incoraggianti. A Cuba, nel 2018, il rilascio di 1,27 milioni di maschi sterilizzati di Aedes Aegypti all’Avana aveva azzerato il numero di uova nelle trappole di monitoraggio. In Cina, tra il 2016 e il 2017, la stessa strategia era quasi riuscita a spazzare via la zanzara tigre dall’area sotto osservazione.
Il problema, perché un problema c’è sempre, riguarda la scala. Portare la SIT su grandi numeri è complicato. I maschi sterilizzati in laboratorio tendono a essere meno competitivi nell’accoppiamento e finiscono spesso per soccombere ai rivali selvatici, più aggressivi e adattati. Se la proposta di Google verrà approvata, diventerà un nuovo banco di prova per capire quanto questa tecnica possa funzionare davvero su vasta area e come migliorarla ulteriormente.