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Google Home cambia ancora una volta ma non tutti la prendono bene

Google Home

Come ben sapete, Google mantiene un impegno costante per quanto riguarda gli aggiornamenti che rilascia per le proprie applicazioni, ogni piattaforma riceve infatti update regolari che puntano a migliorare l’esperienza d’uso per gli utenti, purtroppo però non tutte le ciambelle escono col buco e a quanto pare Google lo ha appena scoperto, di recente infatti la società ha modificato la propria applicazione Google Home con un cambiamento che però è stato particolarmente sgradito a tutti gli utenti, scopriamo di cosa si tratta.

 

Addio chiamate

L’ultima modifica applicata a Google home da parte dell’omonima società ha rimosso la possibilità di effettuare chiamate direttamente verso i propri Nest hub, suscitando ovviamente il dissenso di tutta la community e soprattutto di coloro che magari erano soliti utilizzare questa funzionalità, per chi non lo sapesse questa funzionalità permetteva a chiunque magari lontano da casa di chiamare in modo diretto i propri dispositivi smart home installati in soggiorno, ciò consentiva di garantire un contatto diretto magari con i proprietari tramite appunto questi dispositivi che facevano da ponte tra le persone, bastava infatti aprire la propria applicazione smart home e selezionare i dispositivo da chiamare e la chiamata partiva immediatamente sfruttando ovviamente i microfoni e gli altoparlanti dei dispositivi Nest.

Di recente gli utenti si sono accorti che la funzione non è più disponibile senza nessun tipo di preavviso o annuncio, semplicemente Google la sta rimuovendo e come fa con gli aggiornamenti la stai eliminando poco alla volta, l’allarme è arrivato dagli utenti sul reddito notando per l’appunto dei cambiamenti all’interno dell’interfaccia di Google Home, il tutto è scattato dopo l’installazione dell’ultimo aggiornamento dal momento che l’opzione per chiamare i dispositivi domestici era semplicemente ma letteralmente scomparsa senza preavviso.

La conferma definitiva è arrivata poi in un secondo momento, quando anche i ragazzi di 9to5google hanno analizzato il codice dell’applicazione scoprendo che ogni riferimento a tale funzionalità era stato totalmente rimosso.

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