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Google Foto, spunta la mappa nascosta dei ricordi nell’app

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La ricerca dentro Google Foto è destinata a cambiare ancora, e stavolta il punto di svolta potrebbe essere una mappa. Nel codice dell’app è spuntata infatti un’opzione inedita chiamata semplicemente “Map”, una voce che promette di trasformare l’archivio di scatti e video in qualcosa di più simile a un atlante personale dei ricordi. Non è ancora attiva per il pubblico, ma esiste, si può abilitare e a quanto pare funziona già come dovrebbe.

Il contesto aiuta a capire perché la cosa abbia un certo peso. Da quando è arrivato Ask Photos, tradotto da noi con “Chiedi a Foto”, il modo di cercare all’interno della galleria si è spostato su un piano diverso. Niente più tag rigidi o filtri da impostare a mano, ma richieste formulate come si formulerebbero a una persona, sfruttando l’intelligenza artificiale di Gemini e il linguaggio naturale. Una domanda vaga, un ricordo confuso, un dettaglio ricordato a metà: il sistema prova comunque a tirare fuori il risultato giusto.

Cosa si nasconde dietro l’opzione “Map”

Google Foto, spunta la mappa nascosta dei ricordi nell'app

La scoperta arriva dall’analisi della versione 7.89.0.966319819 dell’app, dove la nuova voce compare accanto agli altri strumenti di ricerca. Le catture di schermata mostrano un’interfaccia che sposta il baricentro dalla lista di risultati alla loro collocazione geografica, ed è proprio qui che sta il punto interessante. Non si tratta soltanto di vedere dove sono state scattate le foto, funzione che in una forma o nell’altra esiste già da tempo, ma di intrecciare questa dimensione con la ricerca conversazionale introdotta con Chiedi a Foto.

L’effetto, sulla carta, è quello di un archivio che smette di essere una sequenza cronologica e diventa qualcosa di navigabile per luoghi. Un viaggio di anni fa, una serie di weekend fuori porta, le foto di una città visitata più volte in periodi diversi: tutto materiale che oggi richiede pazienza per essere ritrovato e che con una mappa dei ricordi potrebbe invece emergere con un paio di tocchi. Google, del resto, sta lavorando da tempo per rendere la sua galleria meno un contenitore passivo e più uno strumento capace di anticipare quello che l’utente sta cercando.

Una funzione già pronta ma non ancora pubblica

Il dettaglio da tenere presente è che al momento la feature resta nascosta. Non compare a nessuno in via ufficiale, va attivata manualmente intervenendo sui flag dell’applicazione e per questo motivo la sua presenza nel codice non equivale a una data di rilascio. Capita spesso che funzioni individuate in questo modo restino ferme per settimane, vengano ripensate o in qualche caso spariscano del tutto senza spiegazioni.

Detto questo, il fatto che l’opzione risulti già operativa una volta abilitata è un indizio piuttosto chiaro sullo stato di avanzamento dei lavori. Non si parla di uno scheletro vuoto o di una stringa di testo isolata, ma di qualcosa che sembra aver superato la fase iniziale di sviluppo. La distribuzione, quando arriverà, seguirà con ogni probabilità le modalità classiche di Google Foto, con un rilascio graduale lato server che accende la novità su gruppi di utenti alla volta.

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