Chi usa AI Mode di Google sa bene quanto fosse frustrante cliccare su un link e ritrovarsi catapultato in una nuova scheda, perdendo completamente il filo della conversazione. Quel continuo avanti e indietro tra la risposta dell’intelligenza artificiale e la fonte originale era, diciamolo, un piccolo incubo di usabilità. Ora Google ha deciso di affrontare la questione in modo netto: i link che compaiono nei risultati di AI Mode si aprono direttamente affiancati alla chat, nella stessa pagina. Il sito web compare sulla destra, la conversazione resta sulla sinistra. Questo significa poter leggere la fonte e continuare a fare domande di approfondimento su quello che si sta guardando, senza interrompere nulla e senza perdere il contesto.
È un cambiamento che sembra piccolo, quasi banale, ma nella pratica quotidiana fa una differenza enorme. Google ha evidentemente capito che costringere gli utenti a navigare tra schede diverse per ogni singolo link vanificava buona parte dell’esperienza fluida che AI Mode prometteva. Con questa modifica, la ricerca diventa davvero una conversazione continua con le fonti sempre a portata di sguardo.
AI Mode ora cerca direttamente nelle schede aperte
L’altra novità importante riguarda l’integrazione con le schede del browser. Su Chrome, sia nella versione desktop che mobile, AI Mode può adesso attingere direttamente dalle schede già aperte nel browser. Niente più copia e incolla di link separati: basta premere il pulsante “+” presente in AI Mode o nella barra di ricerca Google, e compare la lista delle schede recenti. Si possono selezionare una o più pagine, e AI Mode genera risposte basandosi sul contenuto di quelle pagine. Oltre alle schede, è possibile aggiungere anche immagini o file alla ricerca.
Per capire l’utilità concreta: se si hanno cinque schede aperte con articoli diversi sullo stesso argomento, si può chiedere a Gemini di confrontarli o riassumerli tutti insieme. L’intelligenza artificiale lavora direttamente sulle pagine già aperte, senza che si debba fare nulla di manuale. È il tipo di funzione che, una volta provata, diventa difficile da abbandonare.
Il contesto più ampio di AI Mode e la questione delle fonti
Vale la pena ricordare cosa sia AI Mode nel quadro generale. Si tratta della funzione di ricerca in stile chatbot che vive nel pannello sinistro del motore di ricerca Google, lanciata nel 2025. Nel tempo, Google ha aggiunto progressivamente diverse funzionalità: generazione di immagini per outfit e arredamento, visualizzazione di piani di viaggio, prenotazioni di ristoranti. Di recente, poi, ha iniziato a mostrare i link alle fonti in modo più evidente, dopo le critiche ricevute per l’impatto negativo sul traffico verso editori e siti web. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale, di fatto, tendevano a sostituire i click verso le pagine originali, e questo aveva sollevato parecchie polemiche.
L’apertura affiancata dei link rappresenta una risposta parziale a queste critiche. Gli utenti vedono la fonte accanto alla risposta, il che potrebbe aumentare la probabilità di visitarla effettivamente. O quantomeno, permette a Google di affermare che le fonti sono visibili e accessibili in modo diretto.
Le novità sono disponibili da ora negli Stati Uniti, con un’espansione globale prevista prossimamente.