Sei emittenti televisive cilene hanno deciso di portare Google davanti a un giudice, accusando il colosso di Mountain View di abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca e nel mercato della pubblicità digitale. Una vicenda che riaccende i riflettori su un tema ormai ricorrente a livello globale: il potere enorme che una singola azienda tecnologica può esercitare sull’intero ecosistema pubblicitario online, con ricadute che vanno ben oltre il semplice business.
La denuncia è stata presentata presso il Tribunale per la Difesa della Libera Concorrenza cileno. Da una parte Google, dall’altra le sei principali emittenti televisive del Cile: Canal 13, Chilevisión, TVN, La Red, TV+ e Telecanal. A confermare il tutto è stata Anatel, l’Associazione nazionale cilena della televisione, che ha voluto sottolineare come il comportamento di Google non danneggi soltanto i canali televisivi sul piano finanziario, ma rappresenti una questione che tocca direttamente la democrazia.
Le parole del presidente di Anatel
Pablo Vidal, presidente dell’associazione, ha usato parole piuttosto nette. Secondo Vidal, Google controlla sia le modalità per raggiungere il pubblico sia la pubblicità digitale, appropriandosi del valore economico del giornalismo prodotto e finanziato da altri, senza però assumersi le responsabilità che un ruolo del genere comporta. Vidal ha poi aggiunto che non si tratta semplicemente di una disputa tra aziende, ma di una minaccia concreta al pluralismo informativo e, di conseguenza, alla democrazia stessa.
Parole forti, certo. Ma che riflettono un sentimento sempre più diffuso tra editori e broadcaster di tutto il mondo, convinti che il dominio di Google nel mercato pubblicitario online stia erodendo le risorse economiche necessarie a sostenere un’informazione libera e indipendente.
Un problema che va ben oltre il Cile
E infatti questa non è affatto la prima volta che Google si ritrova citata in giudizio per monopolio nel mercato della pubblicità online. È successo parecchie volte negli anni, in diversi Paesi e con diverse sfumature giuridiche. Più di recente, la Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust puntando i riflettori sui meccanismi che determinano il prezzo degli annunci all’interno del motore di ricerca. Se quell’indagine dovesse dare esito positivo, si configurerebbe una violazione delle regole sulla concorrenza, con il rischio per Google di sanzioni molto pesanti: si parla di multe che possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale dell’azienda.