La terza stagione de Gli Anelli del Potere promette di prendersi qualche libertà notevole rispetto alle opere di Tolkien, e stavolta il nodo riguarda la collocazione temporale degli eventi. La nuova stagione, infatti, sembra intenzionata ad anticipare la Guerra tra Elfi e Sauron, spostando ancora una volta le lancette rispetto a quanto raccontato nei testi originali. Un dettaglio che farà storcere il naso ai più fedeli alla lettera, ma che rientra in una logica già vista fin dai primi episodi della serie.
Con la produzione ormai avviata e una finestra di uscita fissata entro la fine dell’anno, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere si prepara a riportare il pubblico nella Seconda Era della Terra di Mezzo. È il periodo più affascinante e insieme più complicato da mettere in scena, perché la materia narrativa a disposizione è meno dettagliata rispetto alle vicende raccontate nella trilogia cinematografica. E qui entra in gioco la scelta degli autori di comprimere, riorganizzare e talvolta stravolgere la sequenza degli avvenimenti.
Perché la scelta di anticipare la guerra
Chi ha seguito la serie fin dall’inizio sa bene che la compressione temporale è stata una costante. Eventi che, nella cronologia di Tolkien, si sarebbero dovuti dispiegare lungo secoli sono stati concentrati in archi narrativi molto più stretti, per ragioni pratiche legate al ritmo del racconto televisivo. Anticipare la Guerra tra Elfi e Sauron nella nuova stagione va esattamente in questa direzione, e rappresenta quindi una delle differenze più clamorose con il materiale di partenza.
La scelta ha una sua logica interna. Difficile immaginare una serie capace di attraversare epoche intere senza far invecchiare i personaggi mortali o senza perdere per strada lo spettatore. Concentrare gli scontri, rendere più immediata la minaccia di Sauron, dare al pubblico un conflitto tangibile su cui costruire tensione e attesa. Sono queste le priorità che sembrano guidare gli autori, anche a costo di allontanarsi dalla cronologia canonica.
Resta il fatto che ogni deviazione dal testo di Tolkien porta con sé un rischio. La comunità dei lettori più affezionati tende a osservare con attenzione ogni cambiamento, e la Seconda Era, proprio perché meno esplorata, offre agli sceneggiatori un margine di manovra che va gestito con equilibrio. Troppo poco e la storia rischia di sembrare statica, troppo e si perde il legame con l’universo originale.
Al momento i dettagli concreti sulla trama della terza stagione restano centellinati, ma l’anticipazione della guerra sembra ormai un punto fermo del progetto. La produzione avviata e la finestra d’uscita prevista entro la fine dell’anno confermano che Gli Anelli del Potere intende continuare sulla strada già tracciata, quella di un adattamento libero che dialoga con l’opera di Tolkien più che riprodurla fedelmente. Un approccio che divide, ma che finora ha caratterizzato l’intera serie.


