Che i giochi da tavolo riducono lo stress non è esattamente una sorpresa per chi ha passato serate intere tra carte, pedine e dadi. Ma adesso c’è anche la scienza a confermarlo, e con dati piuttosto interessanti. Uno studio condotto dall’Università di Plymouth ha messo nero su bianco quello che molti sospettavano già: sedersi attorno a un tavolo e giocare fa bene. Non solo alla socialità, ma anche al benessere mentale, con effetti particolarmente significativi per le persone neurodivergenti.
Cosa dice la ricerca sui giochi da tavolo e lo stress
I ricercatori si sono concentrati su titoli moderni come Dungeons and Dragons e Dixit, analizzando come le esperienze di gioco possano tradursi in miglioramenti concreti nella vita quotidiana. Si parla di maggiore fiducia in sé stessi, di un livello più alto di assertività e di un coinvolgimento sociale più profondo. La dottoressa Gray Atherton, della Facoltà di Psicologia dell’Università di Plymouth, ha spiegato che la ricerca ha dimostrato come i giochi da tavolo possano migliorare il benessere, promuovere l’inclusione e supportare l’apprendimento. Le prove raccolte indicano che, rispetto ad altre attività, i giochi da tavolo migliorano in modo sensibile la connessione sociale per le persone neurodivergenti.
E non si parla solo dei classici che tutti conoscono. Una nuova generazione di giochi da tavolo moderni ha conquistato la scena negli ultimi anni: da Ticket to Ride a I Coloni di Catan, passando per Carcassonne e Werewolf. Titoli che sono riusciti persino a competere con il settore dei videogiochi, il che la dice lunga sulla loro capacità di attrarre un pubblico ampio e trasversale.
Dal tavolo alla sanità: il passo successivo
Forti di questi risultati, i ricercatori dell’Università di Plymouth, insieme ai colleghi della Manchester Metropolitan University, hanno ottenuto finanziamenti per organizzare un workshop nazionale. L’obiettivo è esplorare il ruolo dei giochi da tavolo nel campo dell’integrazione sanitaria e sociale. Tradotto: capire come portare questi benefici fuori dalle serate tra amici e dentro contesti più strutturati, dove possano davvero fare la differenza.
La dottoressa Atherton ha descritto il workshop come il passo successivo nella missione di trasformare le evidenze scientifiche in azioni concrete, sottolineando l’importanza della collaborazione con Game in Lab. Si tratta di un programma internazionale che supporta la produzione e la diffusione di conoscenze scientifiche sui giochi da tavolo, articolato su tre pilastri: sostegno alla ricerca, divulgazione scientifica ed eventi.
Perché i giochi da tavolo funzionano davvero contro lo stress
Il dottor Liam Cross, anch’egli della Facoltà di Psicologia dell’Università di Plymouth, ha aggiunto un elemento molto interessante. I giochi da tavolo permettono alle persone di sperimentare scenari impegnativi, come la risoluzione dei conflitti, e offrono opportunità per esplorare la propria identità attraverso il gioco di ruolo. Non è poco, se ci si pensa.
Ma i benefici non si fermano alla salute mentale. Secondo il dottor Cross, questa nuova generazione di giochi da tavolo supporta anche il ragionamento matematico, la pianificazione strategica e la risoluzione dei problemi. Le ambientazioni narrative ricche e articolate danno vita alla storia e alla narrazione, rendendo questi giochi strumenti preziosi sia per l’educazione STEM che per quella umanistica, oltre che per lo sviluppo personale e sociale. Insomma, quei giochi da tavolo che qualcuno considera ancora un passatempo da domenica pomeriggio potrebbero rivelarsi molto più utili di quanto si creda.