ChatGPT su WhatsApp è di nuovo tra noi, dopo quasi sei mesi passati nel dimenticatoio. Il ritorno riguarda l’Italia e tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, e la cosa interessante è che non serve scaricare nulla di nuovo. Niente app aggiuntive, niente registrazioni obbligatorie. Basta scrivere al contatto verificato 1-800-CHATGPT, che corrisponde al numero internazionale +1-800-242-8478, e la conversazione parte.
Come funziona il ritorno di ChatGPT nella chat
L’attivazione non arriva a tutti nello stesso momento. Sarà graduale e dipenderà dal prefisso del numero collegato al proprio account WhatsApp, quindi qualcuno potrebbe doversi armare di un po’ di pazienza. Dentro la chat si può fare parecchio: inviare richieste scritte, immagini, perfino messaggi vocali. E poi c’è la possibilità di chiedere all’assistente di generare nuove immagini, cosa che di solito attira parecchia curiosità.
Un altro punto a favore è la flessibilità linguistica. ChatGPT risponde in diverse lingue e collegare il proprio account OpenAI resta una scelta libera, non un obbligo. Chi però decide di fare il login ottiene un vantaggio concreto, ovvero limiti di utilizzo più generosi rispetto a chi lo usa senza registrarsi. Piccola differenza che per gli utenti più assidui può contare.
Perché ChatGPT era sparito da WhatsApp
La storia dietro l’assenza è tutta questione di regole e concorrenza. OpenAI aveva salutato WhatsApp lo scorso gennaio, quando una modifica dei termini della piattaforma aveva tagliato fuori i fornitori di assistenti AI generalisti dall’uso della WhatsApp Business API. Il risultato pratico era chiaro: i servizi rivali venivano esclusi, mentre Meta AI restava comodamente integrato dentro l’app di messaggistica.
A cambiare le carte in tavola ci ha pensato la Commissione europea. A giugno Bruxelles ha imposto a Meta alcune misure provvisorie, ordinando il ripristino dell’accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti AI concorrenti. Secondo l’Antitrust europeo le condizioni fissate da Meta rischiavano di danneggiare la concorrenza in modo grave e difficilmente reversibile, in un mercato ancora in piena evoluzione.
C’era già stato un primo passo lo scorso marzo, quando Meta aveva formalmente riaperto la piattaforma agli assistenti di terze parti. Il problema? Le tariffe applicate, giudicate troppo alte per permettere ai rivali di lavorare in modo sostenibile. Le misure europee ora obbligano l’azienda a tornare alle condizioni precedenti all’ottobre del 2025, mentre l’indagine antitrust va avanti. Meta, dal canto suo, ha contestato la decisione e ha annunciato ricorso.
Le parole di OpenAI e la strada di ChatGPT
Dietro questa scelta c’è un’idea abbastanza semplice da spiegare. OpenAI vuole portare ChatGPT dentro i servizi di messaggistica che le persone già usano ogni giorno, senza costringerle a passare dall’app ufficiale o dal sito. Emmanuel Marill, VP e Managing Director EMEA della società, ha messo in evidenza che il rientro su WhatsApp allarga le possibilità di scelta per gli utenti europei sulle piattaforme dove sfruttare gli strumenti basati su AI.
“Siamo entusiasti di rendere nuovamente disponibile questo servizio molto apprezzato”, ha detto Marill.
Non è l’unico canale su cui l’azienda sta puntando. Di recente ChatGPT è arrivato anche su Viber e Kakao, nei Paesi dove queste due app sono disponibili. Ma WhatsApp resta un’altra cosa in termini di portata: la piattaforma di Meta conta oltre tre miliardi di utenti sparsi in più di 180 Paesi, un bacino che nessun altro canale riesce a eguagliare al momento.