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Google ha presentato Gemini 4 Carbon, il suo nuovo modello di frontiera e il secondo annunciato nel giro di poche settimane. Il colosso di Mountain View punta su un sistema che migliora in diversi ambiti, dalla programmazione alle attività scientifiche, ma che trova il suo vero punto di forza nella sicurezza informatica. Proprio su questo fronte, secondo l’azienda, Carbon compie il salto più evidente rispetto al passato.
Il ritmo è serrato e basta guardare il calendario per accorgersene. Circa un mese fa Google aveva anticipato l’arrivo di Gemini 4 Argon, un altro modello di frontiera che appena due settimane fa ha finalmente raggiunto gli utenti di tutti i giorni. Due settimane possono sembrare poche, eppure nel settore dell’intelligenza artificiale il tempo scorre in modo diverso e le novità si accavallano con una velocità che altrove sarebbe difficile immaginare. Così, quasi senza lasciare il tempo di familiarizzare con Argon, Big G mette sul tavolo una nuova proposta.
Cosa migliora con Gemini 4 Carbon
Stando a quanto dichiarato dall’azienda, Gemini 4 Carbon offre progressi concreti su più fronti. Il primo riguarda il coding, cioè la scrittura di codice, un terreno su cui i grandi modelli linguistici vengono messi alla prova sempre più spesso. Ci sono poi le attività cosiddette agentiche, quelle in cui il sistema non si limita a rispondere ma porta avanti compiti in modo più autonomo, e i compiti di natura scientifica.
L’elenco non finisce qui. Google parla anche di passi avanti nello sviluppo web full stack, quindi nella costruzione di siti e applicazioni in tutte le loro componenti, e nella comprensione multimodale, ovvero la capacità di interpretare contenuti di tipo diverso. Secondo la società, il nuovo modello supera la maggior parte dei concorrenti e conquista il primo posto nella versione 5.0 dell’Artificial Analysis Intelligence Index, una classifica che mette a confronto le capacità dei vari sistemi di intelligenza artificiale.
Tuttavia è nella cybersecurity che Carbon dà il meglio di sé. Non a caso la strategia di distribuzione è stata pensata proprio partendo da questo settore, con un approccio graduale che privilegia inizialmente chi si occupa di proteggere sistemi e infrastrutture.
Disponibilità e prezzi del nuovo modello
Il lancio non sarà immediato per tutti. In una prima fase Gemini 4 Carbon verrà reso disponibile soltanto a un gruppo ristretto di esperti impegnati nella difesa informatica. Solo in un secondo momento l’accesso si allargherà agli sviluppatori, alle aziende e infine ai consumatori. Una scelta che riflette la particolare attenzione riservata al tema della sicurezza, ambito nel quale il modello mostra i progressi più marcati.
Sul fronte dei costi, Google ha già comunicato le tariffe previste. Carbon costerà circa 1,70 euro per ogni milione di token in ingresso e circa 8,50 euro per ogni milione di token in uscita. Chi utilizzerà i token in ingresso memorizzati nella cache potrà contare su uno sconto del 95% rispetto al prezzo standard dell’input, una riduzione piuttosto consistente pensata per chi lavora con richieste ripetute.
Il nuovo modello arriva quindi a stretto giro dal debutto di Argon e si inserisce in un periodo particolarmente intenso per la famiglia Gemini 4, con Google che nel giro di un mese ha presentato due diversi sistemi di frontiera. Per ora la priorità resta la difesa informatica, con il primo accesso riservato agli specialisti del settore prima dell’apertura a un pubblico più ampio.
Fonte: TecnoAndroid


