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Galaxy S27 Pro e Galaxy A: possibili tagli per la crisi RAM

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I prossimi Galaxy S e Galaxy A potrebbero assomigliarsi molto più di quanto ci si aspetterebbe, e non per una scelta di design. Secondo una nuova indiscrezione, Samsung si prepara a stringere la cinghia nel 2027, con conseguenze che toccherebbero sia la gamma di fascia media sia quella premium. Il motivo è legato all’aumento dei costi di produzione, spinto da una crisi delle memorie che non accenna a rallentare.

Fino a oggi le voci sulle due famiglie sembravano andare in direzioni opposte. Da una parte si parlava dei possibili miglioramenti di Galaxy S27 e dell’arrivo di un quarto modello, Galaxy S27 Pro. Dall’altra circolavano segnalazioni su un probabile passo indietro per dispositivi come Galaxy A38. Due strategie in apparenza scollegate, che però secondo l’ultimo leak potrebbero avere un filo comune.

Costi in aumento e tagli che arrivano fino a Galaxy S27 Pro

A sollevare la questione è il leaker Lanzuk, che in un recente post sul suo blog su Naver ha spiegato come i costi di produzione delle serie Galaxy A e Galaxy S stiano crescendo a causa della cosiddetta RAMpocalypse, ovvero la crisi che ha colpito il mercato delle memorie. Una situazione che porterebbe il colosso coreano a dare priorità alla riduzione dei costi e all’efficienza a partire dal 2027.

Verrebbe spontaneo pensare che a pagarne il prezzo sia soltanto la linea più economica, quella dei Galaxy A. Invece, stando alla fonte, l’approccio potrebbe riguardare anche Galaxy S27 Pro. Per ora non sono emersi dettagli concreti su quali compromessi potrebbero interessare il nuovo modello, quindi il quadro rimane piuttosto vago.

C’è poi un altro aspetto interessante. Per contenere le spese Samsung starebbe valutando una diversificazione delle specifiche tra dispositivi della stessa gamma. In pratica alcuni modelli potrebbero montare quantità diverse di RAM o soluzioni di archiviazione NAND differenti rispetto ai fratelli della medesima serie.

Le radici della crisi delle memorie

L’attenzione al contenimento dei costi difficilmente sarà un’esclusiva di Samsung. Nel corso del 2026 l’intero settore ha vissuto una delle più intense carenze di memoria degli ultimi anni, con diversi componenti chiave diventati carissimi. I produttori si sono trovati a gestire spese di fabbricazione sempre più alte, e alcuni di loro, tra cui Samsung e Apple, hanno reagito alzando i prezzi di listino dei dispositivi già in commercio.

Tutto lascia pensare che la situazione non si risolverà nel giro di un paio di mesi. Il timore, se il leak di Lanzuk dovesse rivelarsi fondato, è che i prossimi smartphone offrano meno del previsto a parità di prezzo, o addirittura a un costo maggiore. Uno scenario poco gradito a molti acquirenti, che però andrebbe letto in un contesto più ampio. Se anche altri marchi adottassero una linea simile, Samsung non apparirebbe come l’unica azienda decisa a massimizzare i guadagni a scapito dei fan. Sarebbe semplicemente uno dei tanti produttori costretti a prendere atto di un mercato cambiato, in cui i miglioramenti significativi potrebbero richiedere più di una generazione per concretizzarsi.

Una possibile lettura è che la casa coreana punti sull’efficienza non tanto per gonfiare i profitti, quanto per mantenere competitivi i futuri dispositivi senza far schizzare i prezzi alle stelle. Anche i colossi del settore, del resto, non sono immuni ai mutamenti del mercato. Nel terzo trimestre del 2026 Samsung ha registrato un calo delle spedizioni del 3% su base annua, ma è comunque riuscita ad aumentare la propria quota di mercato fino al 23%, contro il 19% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Fonte: TecnoAndroid

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