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Framework Laptop 12 con Intel Core Series 3: +70% di autonomia

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Framework Laptop 12 si aggiorna e lo fa con i nuovi processori Intel Core Series 3, la famiglia nota anche con il nome in codice Wildcat Lake, appena presentata dal colosso di Santa Clara. Il convertibile 2 in 1 più compatto della startup americana resta fedele alla propria filosofia, quella che mette modularità e riparabilità davanti a tutto, e infatti la nuova piattaforma hardware viene proposta in due modi: come configurazione completa, per chi parte da zero, e come scheda madre sostitutiva destinata a chi possiede già un esemplare di generazione precedente e vuole solo dargli una spinta.

È un approccio che Framework ha reso il proprio marchio di fabbrica e che qui torna praticamente identico a se stesso. Nessun cambio di telaio, nessuna revisione estetica, nessuna scusa per buttare via quello che si è comprato un anno o due prima. Chi ha in casa il modello vecchio apre il portatile, smonta la scheda, ne installa una nuova e si ritrova con un computer diverso dentro pur avendo lo stesso guscio tra le mani.

Cosa cambia davvero dentro Framework Laptop 12

Il nuovo modello mantiene lo stesso chassis, il display touch da 12,2 pollici e il sistema audio già visti sulla generazione uscente. Tutto il lavoro, quindi, si concentra sulla componentistica interna. La gamma arriva fino a Core 7 350, con un tetto massimo di 64 GB di RAM LPDDR5 6400 e fino a 2 TB di spazio su SSD M.2 NVMe, numeri che per una macchina di questo formato non sono affatto banali.

Il punto interessante, però, è il nodo produttivo. I chip Wildcat Lake sono realizzati sul nuovissimo processo Intel 18A, e proprio da lì dovrebbe arrivare il salto più evidente, che non riguarda la potenza bruta quanto l’efficienza energetica. La batteria resta quella di prima, da 50 Wh, nessun aumento di capacità e nessun trucco sul peso. Nonostante questo, secondo Framework la versione equipaggiata con Intel Core 5 320 è in grado di offrire un’autonomia fino al 70% superiore rispetto al modello basato su Core i5 1334U.

Perché il discorso della scheda madre sostitutiva conta

Il fatto che la nuova piattaforma sia venduta anche separatamente non è un dettaglio da poco, ed è probabilmente la parte più significativa dell’intera operazione. Comprare un portatile e poi aggiornarne il cuore dopo qualche anno, senza cambiare schermo, tastiera, scocca e altoparlanti, è qualcosa che il resto del mercato non offre quasi mai. Framework lo fa da tempo sui modelli più grandi e ora ripete lo schema anche sul formato più piccolo della propria gamma, quello pensato per chi si sposta continuamente o per chi cerca un dispositivo da usare anche come tablet grazie alla cerniera che ruota completamente.

Il quadro che ne esce è quello di un aggiornamento silenzioso ma sostanziale. All’esterno il computer è indistinguibile da quello di prima, all’interno cambia la generazione di silicio e, se i conti sull’autonomia sono quelli dichiarati, cambia anche il modo in cui la macchina si comporta lontano dalla presa di corrente. Il target rimane lo stesso: studenti, professionisti in movimento, appassionati che vogliono poter mettere le mani dentro il proprio portatile senza sentirsi dire che non è possibile.

Resta il fatto che Wildcat Lake rappresenta il debutto di Intel 18A su una macchina di questo tipo, e vederlo arrivare su un prodotto costruito attorno all’idea della riparabilità è una combinazione poco comune. La configurazione top parla di Core 7 350, 64 GB di memoria e 2 TB di archiviazione, mentre il modello con Core 5 320 è quello su cui Framework ha misurato il vantaggio energetico più marcato rispetto alla generazione precedente.

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