I cosiddetti finfluencer sono finiti nel mirino della Consob, che ha deciso di accendere un faro su chi diffonde consigli finanziari online senza alcuna qualifica. La Commissione nazionale per le società e la borsa ha pubblicato un nuovo quaderno FinTech intitolato “La comunicazione finanziaria tramite il canale digitale”, un documento che mette nero su bianco i principali pericoli a cui va incontro chi investe affidandosi al passaparola digitale. L’obiettivo è chiaro, ovvero proteggere il piccolo investitore retail da un ecosistema che, troppo spesso, nasconde insidie e in certi casi vere e proprie truffe.
Quando i consigli finanziari arrivano dai social
Negli ultimi tempi le informazioni di carattere economico sono letteralmente esplose su social media, piattaforme video e community online. Accanto agli intermediari di sempre, quelli regolamentati e riconoscibili, sono spuntati nuovi protagonisti che agiscono fuori dai confini delle regole tradizionali. E il loro peso non è affatto trascurabile, perché riescono a orientare le decisioni di chi mette i propri soldi sul piatto. La Consob ha messo in fila quattro categorie ben precise. I finfluencer, prima di tutto, sono creatori di contenuti che diffondono opinioni e indicazioni finanziarie tramite i social, quasi sempre senza alcuna preparazione professionale alle spalle. Il problema più grosso? In diversi casi nascondono conflitti di interesse legati a guadagni personali oppure a sponsorizzazioni mascherate, presentate come consigli disinteressati.
Poi ci sono le financial web communities, gruppi di persone che si scambiano analisi e strategie su canali come Reddit, Telegram e WhatsApp. Discussioni che sembrano amichevoli e spontanee, ma che possono spingere intere folle nella stessa direzione, senza filtri né controlli.
Neobroker, Academy e il rischio deepfake
Nell’elenco compaiono anche i neobroker e le piattaforme di trading, intermediari tecnologicamente avanzati che offrono servizi di investimento come l’esecuzione degli ordini. Qui c’è un dettaglio interessante, perché la piattaforma stessa si trasforma in un canale di comunicazione attivo, capace di influenzare le scelte di chi la usa. Capitolo a parte per le Academy, che propongono percorsi di formazione finanziaria spesso pubblicizzati come gratuiti. Sulla carta promettono di insegnare a investire, nella realtà alcune funzionano da semplice esca. Sventolano l’illusione di guadagni facili e accompagnano l’utente dal trading simulato a quello reale tramite le Prop Firm, che danno accesso a un ambiente di prova a pagamento.
Per agganciare le persone vengono usate le stesse logiche dell’intrattenimento digitale, la cosiddetta gamification, che trasforma gli investimenti in qualcosa di simile a un gioco. E negli ultimi tempi la situazione si è fatta ancora più sottile, con l’arrivo di celebrity e influencer virtuali generati dall’intelligenza artificiale. Sempre più di frequente, infatti, i truffatori costruiscono deepfake di personaggi reali per convincere le vittime a fidarsi e a tirare fuori il portafoglio.