La escasez di figurine del Mondiale sta facendo impazzire collezionisti e nostalgici, e a quanto pare nemmeno Panini se l’aspettava. L’azienda italiana lavora ventiquattro ore su ventiquattro per stare dietro a una richiesta che non si era mai vista, almeno non in questi termini in Spagna e Portogallo. Chi prova a completare l’album si sente un po’ come Don Chisciotte contro i mulini a vento, perché trovare le figurine del Mondiale giuste è diventata un’impresa quasi disperata.
La frase che riassume tutto arriva da una collezionista che si è definita “la tipica millennial nostalgica” e che, alla fine, ha gettato la spugna sul cartaceo per passare all’album digitale. Il motivo è semplice e suona familiare a chiunque sia passato da un’edicola di recente: disperazione pura. “Sono esauriti dappertutto” è la risposta che si sente ripetere ovunque.
Una febbre che non si vedeva da anni
A confermare lo scenario è Lluís Torrent, direttore generale di Panini in Spagna, che ammette senza giri di parole la rottura di stock. “Non avevo mai visto un inizio del genere, soprattutto in Spagna e Portogallo. In Brasile è sempre stata una follia, ma quest’anno manca il prodotto e stiamo producendo ventiquattro ore al giorno. Non ce lo aspettavamo”. Parole che dicono parecchio su quanto la situazione sia sfuggita di mano.
Il pubblico dell’album è sempre stato fedele, ogni anno. Ma i Mondiali hanno qualcosa di diverso, smuovono qualcosa, e questo si vede anche nei conti dell’azienda. “Ci sono adulti che si sono riagganciati. C’è fame e si comprano scatole intere”, spiega Torrent. Ed è proprio questo il nodo: le scatole intere. Chi gestisce le edicole, da Sant Cugat del Vallés fino a Puerta Cerrada nel centro di Madrid, ripete la stessa identica frase a bambini e collezionisti adulti. La gente si porta via tutto, e perfino agli edicolanti vengono rifiutati ordini più consistenti.
Speculazione e prezzi che fanno girare la testa
Le figurine, dice Torrent, sono anche uno strumento di socializzazione: bisogna saperle ordinare, scambiare, hanno quel lato positivo di convivenza. Il problema nasce quando entra in gioco lo speculatore, che di quella convivenza fa un affare. Nei portali di compravendita non è difficile trovare figurine singole a 30 euro, l’equivalente di venti bustine chiuse, se si parla di Cristiano Ronaldo o Messi. Per un “extra sticker”, le figurine premium lanciate insieme alla collezione standard, i prezzi partono da 50 euro e in certi casi arrivano a 150 euro.
Eppure Torrent difende il sistema: c’è la stessa probabilità di trovare in una bustina Lamine Yamal o JK Duverne, il difensore haitiano che gioca per il belga KAA Gent. Questo Mondiale, poi, ha un sapore particolare per i collezionisti, perché tutto lascia pensare che sarà l’ultimo per Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar.
C’è anche un altro motivo dietro la scarsità di figurine. La collezione è più ampia che mai, semplicemente perché al torneo partecipano più nazionali di sempre. Risultato: 980 figurine che rappresentano i giocatori delle 48 selezioni in gara. Un numero mai raggiunto prima nell’album mondiale di Panini.
E i conti sorridono. L’azienda quest’anno fatturerà oltre 100 milioni di euro solo in Spagna, una piccola fetta di un risultato globale stimato intorno ai 1.400 milioni di euro per questa edizione. Un impero costruito su due fabbriche, una in Italia e una in Brasile, e soprattutto sulla sete nostalgica che tra i millennial sembra impossibile da placare.