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La Fiat Grande Panda riporta il marchio torinese nel segmento B con un modello lungo quattro metri, e la domanda che si pongono in molti è semplice: quale versione scegliere tra benzina, ibrida ed elettrica? Per rispondere serve un confronto diretto, fatto in pista e con strumenti di misura, che mette una accanto all’altra le tre motorizzazioni a listino. La vettura nasce sulla piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis e viene prodotta nello stabilimento di Kragujevac, quindi la base tecnica è comune a tutte e tre. Le differenze emergono altrove, cioè nel modo di andare su strada, nei consumi e naturalmente nel prezzo.
Tre anime per la Grande Panda: motori e prestazioni a confronto
La gamma è piuttosto articolata, ma si riassume in tre proposte ben distinte. C’è la 1.2 Turbo a benzina da 101 CV con cambio manuale a 6 marce, poi la 1.2 Mild Hybrid a 48 Volt che arriva a 110 CV complessivi ed è abbinata al cambio automatico eDCT. Infine la Full Electric da 113 CV, alimentata da una batteria LFP da 44 kWh. Le due versioni termiche utilizzano l’ultima evoluzione del tre cilindri Puretech, che ha abbandonato la vecchia cinghia in bagno d’olio per passare a una catena di distribuzione. A completare il quadro ci sono il ciclo Miller e il turbo a geometria variabile.
I rilevamenti cronometrici raccontano una Grande Panda sorprendentemente omogenea. Nell’accelerazione da 0 a 100 km/h e nella ripresa da 80 a 120 km/h è l’ibrida a spuntarla, anche se di poco. Il vantaggio arriva soprattutto dal peso, visto che la Mild Hybrid pesa circa 200 kg in meno rispetto alla sorella a batteria. Tutte e tre comunque si muovono con uno spunto scattante e chiudono lo scatto attorno agli 11 secondi, il che significa che nessuna versione resta davvero indietro.
Interessante anche la prova di frenata. La Full Electric sfrutta la stabilità garantita dal pacco batterie e si ferma sotto la soglia dei 40 metri. La variante a benzina, pur montando freni posteriori a tamburo, si comporta bene e non sfigura affatto nel confronto.
Comfort, spazio a bordo e costi di esercizio
Su strada l’assetto punta chiaramente sul comfort e assorbe le buche senza troppi scossoni. Lo sterzo si rivela preciso per la categoria, una qualità non scontata tra le utilitarie. L’elettrica si fa notare soprattutto nel traffico cittadino, dove l’assenza totale di vibrazioni rende la guida particolarmente rilassante. Le forme squadrate della carrozzeria non sono solo una scelta estetica. All’interno si traducono in un abitacolo sfruttato bene, con oltre 25 cm di spazio per le gambe di chi siede dietro. Il bagagliaio offre una capacità reale di poco inferiore ai 300 litri, un valore adeguato all’uso di tutti i giorni.
Capitolo consumi. Sia la versione a benzina pura sia l’ibrida superano i 16 km/l nel percorso misto, un risultato che mette le due termiche praticamente sullo stesso piano. La Full Electric invece garantisce i costi d’esercizio per chilometro più contenuti, soprattutto quando si viaggia in ambito urbano. Resta poi il tema del prezzo, che per molti sarà decisivo. La Grande Panda a benzina parte da 18.000 euro, l’ibrida si colloca intorno ai 20.000 euro mentre l’elettrica attacca a 24.000 euro. Tre fasce di listino diverse per rispondere con concretezza alle varie esigenze di mobilità quotidiana.
Fonte: TecnoAndroid


