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Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale: ed è omologata

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Una Fiat 500 Abarth con 350 cavalli e trazione integrale sembra uno scherzo da social, e invece è una macchina vera, omologata e capace di circolare su strada. Nei video pubblicati su Instagram da Lorenzo Cioni l’inganno dura giusto un attimo. Le linee richiamano subito la piccola torinese in versione Abarth ma le proporzioni raccontano tutt’altro. Non si tratta di una semplice elaborazione estetica. Sotto quella carrozzeria vive un vero e proprio mostro meccanico, figlio di una storia artigianale italiana che vale la pena conoscere da vicino.

Dal 1750 TBi alla trazione integrale

Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale: ed è omologata

Credits: TecnoAndroid

Per capire davvero di che cosa si parla bisogna guardare dentro questa vettura. La carrozzeria in fibra di carbonio è stata allargata di 15 centimetri per lato, quindi 30 centimetri in più sulla carreggiata complessiva. Una scelta che ha richiesto parafanghi enormi, grandi sfoghi d’aria e un diffusore posteriore che arriva dritto dal mondo delle corse. Aprendo il cofano del classico 1.4 turbo di serie non c’è più nessuna traccia. Al suo posto lavora il quattro cilindri 1750 TBi di origine Alfa Romeo, lo stesso motore che spingeva la Giulietta Quadrifoglio Verde e la 4C. Qui è abbinato a un cambio manuale a sei marce e portato a 350 CV.

Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale: ed è omologata

Credits: TecnoAndroid

Il vero colpo di genio però sta nella trasmissione. Questa specie di supercar tascabile scarica la potenza a terra grazie a un sistema a quattro ruote motrici con ripartizione variabile della coppia, che può passare da un equilibrio 50/50 fino a un più cattivo 20/80 a favore dell’asse posteriore. A gestire la dinamica ci pensano due differenziali autobloccanti e un assetto Öhlins con ammortizzatori TTX regolabili su quattro vie. La frenata porta invece la firma Brembo con dischi da 355 mm all’anteriore e 330 mm al posteriore, stretti rispettivamente da pinze a sei e a quattro pistoncini. Il quadro si chiude con un abitacolo dotato di roll bar integrato e cerchi forgiati realizzati su misura. E il dettaglio che lascia più a bocca aperta è proprio l’omologazione stradale, perché questa piccola belva può viaggiare regolarmente nel traffico di tutti i giorni.

La firma di Alessandro Bonetto

A dirla tutta l’auto ha perso pure lo stemma originale. Il suo nome ufficiale è Bonetto B1 4WD e prende vita nell’officina di Alessandro Bonetto, classe 1986, cresciuto ad Avigliana a due passi da Torino. I motori li ha respirati fin da piccolo visto che il padre Marco era pilota da rally e preparatore legato allo storico motorista Virgilio Conrero. Il suo percorso parla chiaro. Dal 2004 ha passato sei anni nel reparto corse Abarth, nel 2010 è arrivata la collaborazione con Beppe Volta su progetti leggendari come la Lancia ECV1, poi nel 2011 la fondazione di BDL Motorsport. Infine nel 2016 è nata la Bonetto CV, pensata per costruire fuoriserie ed esemplari unici.

Le connessioni con il progetto Kimera

Scorrendo i lavori dell’atelier torinese salta fuori anche un altro particolare tutt’altro che secondario. Tra le realizzazioni attribuite compare infatti la Kimera EVO37, la celebre reinterpretazione da 505 cavalli della Lancia 037. Sul sito dell’artigiano c’è una scheda tecnica completa dedicata al modello, a conferma di rapporti ufficiali con Kimera Automobili e Italtecnica. Diverse EVO37 passano con regolarità dalla sua struttura, anche se non è ancora chiaro quale sia stato il contributo preciso di Bonetto nello sviluppo dell’auto. Allo stesso modo non si sa se la collaborazione stia andando avanti anche sui progetti EVO38 ed EVO39.

Fonte: TecnoAndroid

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