La Ferrari 12Cilindri Spider arriva sulla scena con un compito chiaro, quello di portare all’aria aperta la stessa filosofia che due anni fa aveva ridisegnato l’idea di Ferrari a dodici cilindri e motore anteriore. Provata per la prima volta nel Regno Unito, questa versione scoperta sembra esaltare ancora di più il carattere rilassato e da gran turismo classica che già si era visto sulla coupé. Chi ama l’idea di una Ferrari più morbida nei modi, meno aggressiva delle 812 e F12 che l’hanno preceduta, qui trova pane per i suoi denti.
Una scoperta nata per viaggiare
Dal punto di vista meccanico la Spider resta molto vicina alla coupé, una gran turismo con il dodici cilindri davanti, nella tradizione di una volta. Le differenze sostanziali servono a irrigidire la scocca dopo aver tolto il tetto. Maranello dichiara un aumento del 15 per cento nella rigidità rispetto alla 812 GTS, anche se non fornisce numeri assoluti né un confronto diretto con la coupé. I rinforzi attorno ai montanti, le brancarelle più spesse e il meccanismo del tetto pieghevole aggiungono 60 kg ai 1560 kg a secco della versione chiusa.
Un tetto in tela avrebbe pesato meno, ma in Ferrari hanno scelto la strada del tetto rigido ripiegabile, definito una soluzione tecnica pensata per la velocità, un guscio che si apre in 14 secondi fino a una velocità di circa 45 km orari. Alcuni elementi dal sapore quasi fantascientifico della coupé sono stati addolciti, compreso quel lunotto ad ala di delta che dall’alto lasciava davvero a bocca aperta. La Spider resta comunque imponente, con un cofano lungo e una presenza che va oltre i 4,7 metri di lunghezza.
Cuore V12 e piacere di guida
L’abitacolo è un rigoroso due posti, intimo e senza spazi utili dietro i sedili. Restano piccoli vani nelle portiere, uno sotto il bracciolo, un vano portaoggetti decente e un bagagliaio da 200 litri separato dall’alloggiamento del tetto. È il 25 per cento più piccolo rispetto alla coupé, eppure offre più spazio di carico di una Bentley GTC o di una Aston Martin Vanquish Volante a tetto abbassato. Una valigia piccola e un paio di borse morbide ci stanno, quanto basta per renderla davvero usabile.
Aprendo il tetto si gusta meglio uno dei motori più belli al mondo, il V12 6,5 litri aspirato. Si fa sentire davvero solo agli alti regimi e nelle modalità più sportive, ma anche oltre i 9000 giri resta una rumorosità fluida, mai sguaiata. La potenza massima tocca gli 819 cavalli oltre i 9000 giri, mentre la coppia di 500 libbre piede arriva a 7250 giri, ben oltre il punto in cui la maggior parte dei motori ha ormai mollato.
Prestazioni con scatto in 3,0 secondi
Le prestazioni della 12Cilindri Spider calano di un soffio rispetto alla coupé, ma parliamo pur sempre di uno scatto da 0 a 100 km orari in 3,0 secondi e una velocità massima di 340 km orari. La frenata, gestita con sistema by wire, resta solida e coerente, con un pedale che dà sempre la stessa sensazione e una modulazione progressiva fino all’arresto.
Lo sterzo è rapido, poco meno di due giri da un estremo all’altro, ma resta corposo e per nulla nervoso. Grazie alla nuova generazione di sterzo posteriore attivo e a una taratura ben studiata, ci si sente al centro della vettura e non aggrappati sull’asse posteriore come accadeva sui modelli precedenti. La maneggevolezza è più agile e precisa di quanto ci si aspetti da un’auto di questa stazza, eppure resta fluida e intuitiva.
A poco meno di 400.000 sterline, con consumi attorno ai 17,8 miglia per gallone e 360 grammi di CO2 al chilometro, non è un’auto per chi bada alle spese. Ferrari offre comunque una garanzia solida, anche estesa, e i clienti tornano volentieri a comprare. Diventando una sportiva meno estrema della 812 Superfast, la 12Cilindri è diventata un’auto migliore sotto ogni aspetto, e la versione scoperta sembra incarnare questo spirito ancora meglio della coupé, con una guida più calma, raccolta e rilassata degli ultimi V12 di Maranello.
