Due nuovi giacimenti di gas e condensati sono stati individuati da Eni in Libia, Paese dove l’azienda italiana opera dal 1959 e dove resta il principale operatore internazionale nel settore energetico. La notizia è di quelle che pesano, soprattutto in un periodo segnato da forti tensioni geopolitiche e da un mercato dell’energia tutt’altro che stabile. Eppure, come spesso accade in questo settore, la campagna esplorativa che ha portato ai risultati era partita già diversi mesi fa, ben prima che il quadro internazionale si complicasse ulteriormente.
I due giacimenti scoperti si trovano a circa 85 chilometri dalla costa libica, in una zona con una profondità d’acqua di circa 200 metri, e sono posizionati a 16 chilometri a sud del già noto giacimento di Bahr Essalam. Si tratta di due strutture geologiche adiacenti, denominate Bahr Essalam South 2 (BESS 2) e Bahr Essalam South 3 (BESS 3), investigate con successo attraverso i pozzi B2 16/4 e C1 16/4.
Trovati nuovi giacimenti di gas: ecco perché è importante
In entrambi i pozzi sono stati individuati livelli mineralizzati nella cosiddetta Formazione Metlaoui, che gli addetti ai lavori conoscono bene: è la principale formazione produttiva dell’area, quella da cui proviene buona parte della produzione di gas nella regione. Non si tratta quindi di una scoperta casuale in un’area inesplorata, ma del risultato di un lavoro mirato in una zona geologicamente promettente e già parzialmente sfruttata.
Per Eni questo risultato rafforza ulteriormente la posizione in Libia, un Paese che resta strategico nonostante le difficoltà politiche e di sicurezza che lo attraversano da anni. La presenza dell’azienda italiana nel Paese nordafricano ha una storia lunga oltre sessant’anni, e scoperte come questa confermano la volontà di continuare a investire nella produzione di gas in quell’area.
Eni: una scoperta che apre nuovi scenari
Non è un dettaglio da poco il fatto che questa notizia arrivi proprio adesso. Il tema della diversificazione delle fonti energetiche e della sicurezza degli approvvigionamenti è al centro del dibattito europeo da tempo, e ogni nuova scoperta di giacimenti nel Mediterraneo assume un peso specifico maggiore rispetto a qualche anno fa. La Libia, con le sue riserve, continua a rappresentare un tassello importante nel puzzle energetico del continente.
Eni non ha fornito stime precise sui volumi recuperabili dai due nuovi giacimenti, ma il fatto che entrambi i pozzi abbiano dato esito positivo nella Formazione Metlaoui lascia intendere un potenziale produttivo significativo. La vicinanza al già operativo giacimento di Bahr Essalam potrebbe inoltre facilitare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per portare il gas a produzione, riducendo tempi e costi rispetto a una scoperta completamente isolata.
