Diversi segnali indicano che El Niño 2026 potrebbe fare la sua comparsa già nelle prossime settimane, con effetti potenzialmente devastanti sulle temperature di gran parte del pianeta. A lanciare l’allarme è la WMO, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che sta monitorando con attenzione l’evoluzione delle condizioni oceaniche e atmosferiche nel Pacifico tropicale. E stavolta, a quanto pare, non si tratta di un episodio qualunque: potrebbe essere un evento di proporzioni eccezionali.
Il fenomeno climatico noto come El Niño si verifica quando le acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale si riscaldano oltre la norma, innescando una catena di effetti a livello globale. Ondate di calore, siccità prolungate in alcune aree, piogge torrenziali in altre. Ogni volta che El Niño si presenta con forza, il pianeta ne risente in modo evidente, e le conseguenze si trascinano per mesi. Quello che la WMO sta osservando in queste settimane suggerisce che le condizioni per un nuovo episodio si stiano allineando con una rapidità insolita, con una finestra temporale che potrebbe aprirsi già a maggio 2026.
Perché questa volta preoccupa di più
Non tutti gli episodi di El Niño sono uguali. Alcuni passano quasi inosservati, altri lasciano il segno per anni. Quello che rende particolarmente allarmante El Niño 2026 è il fatto che, stando alle indicazioni della WMO, potrebbe raggiungere un’intensità fuori scala. La definizione usata dagli esperti non lascia molto spazio all’immaginazione: si parla di un evento potenzialmente “mostruoso”. Le temperature sulla superficie terrestre potrebbero impennarsi “praticamente ovunque”, un’espressione che dà la misura della portata globale del fenomeno.
Già negli ultimi anni il pianeta ha attraversato fasi climatiche estreme, con record di calore infranti uno dopo l’altro. Se a questo scenario si aggiunge un El Niño particolarmente vigoroso, il risultato è una combinazione che mette sotto pressione ecosistemi, agricoltura, risorse idriche e, naturalmente, la vita quotidiana di miliardi di persone. Non è un caso che le agenzie meteorologiche di mezzo mondo stiano già alzando il livello di attenzione.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Il fatto che El Niño possa manifestarsi già a maggio rappresenta un anticipo significativo rispetto a quanto avviene di solito. Tipicamente, gli episodi più marcati tendono a svilupparsi nella seconda metà dell’anno, raggiungendo il picco tra autunno e inverno. Un’attivazione così precoce potrebbe significare una durata più lunga e un impatto cumulativo maggiore sulle temperature globali.
La WMO continuerà a fornire aggiornamenti man mano che i dati si consolidano. Per ora, quello che emerge è un quadro in cui la probabilità di un ritorno di El Niño 2026 è concreta e crescente. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le proiezioni attuali troveranno conferma nei dati osservati, ma la comunità scientifica internazionale si sta già preparando a quello che potrebbe essere uno degli eventi climatici più significativi degli ultimi anni. Le temperature superficiali del Pacifico restano il parametro chiave da tenere d’occhio, e al momento stanno raccontando una storia piuttosto chiara.