Dormire con il cane o il gatto è una di quelle abitudini che dividono le persone quasi come una questione di principio. C’è chi non ci rinuncerebbe per niente al mondo e chi invece storce il naso all’idea di condividere il materasso con un animale. Più di dieci anni fa un sondaggio raccolse le risposte di 23.000 proprietari di animali domestici, e i numeri che ne uscirono fecero riflettere. Un quarto degli intervistati ammetteva di trattare il proprio animale come un bambino piccolo, poco meno del 75% conservava sue foto. Ma il dato più curioso è un altro: metà di loro dormiva insieme al proprio animale.
Quante persone dormono davvero con i propri animali
Per molto tempo gli studiosi del sonno non hanno prestato grande attenzione a questo fenomeno. Circolano un sacco di pseudo teorie sulla cosiddetta dominanza o sull’anima del cane, roba che funziona benissimo nei reality televisivi ma che con la scienza c’entra poco. Il cosiddetto colecho tra uomo e animale, cioè la pratica di condividere il letto, è rimasto per anni un territorio poco esplorato che solo di recente ha conosciuto un vero boom di ricerche.
Il sonno, come si è detto altre volte, è un fatto più culturale di quanto si pensi. Cambia parecchio a seconda delle regioni e delle epoche. Come le società occidentali hanno separato solo di recente i luoghi di riposo per età, tra bambini e adulti, allo stesso modo è passato relativamente poco tempo da quando gli spazi tra esseri umani e animali sono stati divisi del tutto. Anzi, in molte culture quella convivenza notturna resta una cosa naturale. Gli studi più solidi confermano il sondaggio: c’è una spaccatura al 50% quando si parla di dormire con cani e gatti, che restano i compagni di notte più diffusi. Curioso poi che dal 2018 si sappia che i cani disturbano meno dei gatti.
La taglia dell’animale conta parecchio. Guardando i cani nel dettaglio, il 76,85% degli Yorkshire Terrier e il 62,96% dei Chihuahua dormono con i padroni, contro il 18,18% dei San Bernardo o il 30,27% dei Labrador. E il dato dei San Bernardo, se ci pensi, resta comunque alto per un cane di quelle dimensioni. Pesano anche altri fattori, come il numero di bambini in famiglia, con più probabilità dove i bambini non ci sono, e il genere, visto che accade più spesso tra le donne.
I lati scomodi di condividere il letto con un animale
Le ricerche segnalano alcuni possibili problemi. Ci sono i rischi per la salute, che vanno da risposte immunitarie ad allergie, asma o polmonite da ipersensibilità. Poi morsi e graffi, attraverso i quali si possono contrarre malattie infettive legate agli animali domestici. I più esposti sono i bambini piccoli, le donne in gravidanza e i pazienti immunodepressi. In generale, però, questi rischi sono bassissimi, quasi insignificanti se l’animale riceve cure mediche adeguate e mantiene una buona igiene.
Poi ci sono i disturbi del sonno veri e propri. Uno studio della Clinica Mayo ha rilevato che il 53% dei proprietari che dormivano con i loro animali aveva problemi legati a questo. Difficile misurare l’impatto reale, perché si tratta di interruzioni molto brevi. Sembra però che faccia differenza se l’animale dorme in camera o direttamente nel letto, per via degli sfasamenti di temperatura e dei cicli di sonno e veglia diversi tra uomo e animale.
Non mancano i problemi comportamentali negli animali. I cani a cui si permette di dormire con i padroni possono mostrare un aumento dell’aggressività e problemi legati alla separazione. E c’è l’effetto sulle relazioni di coppia, dove l’animale può diventare fonte di conflitto, stress e persino problemi di intimità.
Allora conviene o no
Il gruppo di ricerca guidato da Smith ha scoperto che dormire con un animale nel letto ha un impatto piccolo sulla qualità del sonno, sul tempo necessario per addormentarsi o sulla sensazione di stanchezza al risveglio. Gli autori sostengono anzi che la pratica continuata porti benefici in termini di sostegno sociale, interazione e sicurezza personale, nonostante gli svantaggi.