Autobianchi resta dov’è, e cioè dentro Stellantis. Dopo mesi di voci e ipotesi sul possibile passaggio ad altri costruttori, il gruppo ha messo le cose in chiaro: il marchio storico italiano non si tocca. Un nome che ha fatto la storia dell’automobile nel nostro Paese, dalla Bianchina alla mitica A112, e che pur essendo fermo da anni continua a esercitare un fascino difficile da spiegare a parole. Le indiscrezioni che parlavano di una cessione, insomma, si sono sgonfiate.
Autobianchi resta nel portafoglio Stellantis
Negli ultimi mesi il discorso era tornato prepotentemente d’attualità. Girava la voce che il Governo italiano potesse sfruttare la normativa sul Made in Italy per recuperare marchi storici ormai inattivi e affidarli a nuovi investitori disposti a produrre automobili qui da noi. Tra i nomi che venivano fatti più spesso c’erano proprio Autobianchi e Innocenti, entrambi spenti da decenni eppure ancora pieni di fascino e di valore commerciale.
La posizione del gruppo, però, oggi sembra piuttosto netta. Autobianchi viene considerata parte del patrimonio industriale e non c’è alcuna intenzione di lasciarla andare. Già nel 2024 l’allora amministratore delegato Carlos Tavares aveva respinto l’idea di una cessione, ribadendo la volontà di tenere il marchio in casa. Una linea che, a quanto pare, vale anche con la nuova guida dell’azienda.
Un marchio che vale ancora tanto
Anche se Autobianchi non sforna automobili dal 1995, il nome conserva una riconoscibilità notevole. Fondata nel 1955, la casa diede vita a modelli diventati vere e proprie icone come la Bianchina, la Primula, la A111 e soprattutto la A112, vettura che ha praticamente definito il concetto di piccola sportiva italiana e che ancora oggi ha un seguito enorme tra collezionisti e appassionati.
Negli ultimi anni sono spuntati render, ricostruzioni digitali e proposte indipendenti che immaginavano una moderna Autobianchi elettrica. Segno che il fascino del brand è tutt’altro che spento. Stellantis, però, non ha mai annunciato nulla di concreto per riportarlo sul mercato e, allo stato attuale, non esistono piani industriali ufficiali che vadano in quella direzione.
Ritorno possibile o solo tutela del patrimonio?
Il fatto di tenersi Autobianchi non significa per forza rivederla sulle strade. Per un colosso come Stellantis, che gestisce già parecchi marchi con identità ben precise, conservare un nome storico può essere soprattutto una mossa strategica. Serve a proteggerne il valore commerciale e storico, magari in vista di scenari che oggi nemmeno immaginiamo.
Nel frattempo la conferma della proprietà mette in pausa ogni ipotesi di utilizzo del marchio da parte di costruttori esterni, comprese le voci che in passato avevano tirato in ballo alcuni produttori cinesi interessati a investire in Italia. Per chi ama il marchio c’è quindi una certezza: Autobianchi continua a far parte della galassia Stellantis. Il dubbio grosso, quello sì, rimane sospeso. Il marchio tornerà davvero con un nuovo modello oppure resterà uno dei simboli più nostalgici della storia dell’automobile italiana?