Chi negli ultimi giorni ha provato a guardare un film su Disney+ notando l’assenza del Dolby Vision non sta facendo i conti con un guasto passeggero. Dietro c’è una sentenza vera e propria, quella della Unified Patent Court, il tribunale europeo unificato dei brevetti, che ha accolto il ricorso presentato dalla società americana InterDigital contro Disney. Il risultato concreto si vede subito sugli schermi di mezza Europa, Italia compresa: il formato HDR più avanzato della piattaforma è stato disattivato.
Cosa è successo davvero dietro le quinte
Non è la prima volta che il Dolby Vision sparisce dall’app Disney+ nel Vecchio Continente. Già all’inizio di febbraio era successo qualcosa di simile, ma in quel caso il provvedimento toccava soprattutto la Germania e aveva un raggio d’azione piuttosto limitato. Stavolta invece l’ingiunzione pesa molto di più, perché coinvolge una serie di paesi europei in un colpo solo.
Il punto della contesa è tecnico ma neanche troppo difficile da capire. Si tratta di un brevetto legato alla codifica video dello standard HEVC, ovvero la tecnologia che permette di trasmettere in streaming video di altissima qualità senza far esplodere la banda. InterDigital sostiene di detenere i diritti su quel pezzo di tecnologia e ha ottenuto dal tribunale un’ingiunzione che obbliga Disney a tenere spento il Dolby Vision finché la questione non viene chiarita. E qui sta il problema, perché i tempi di un contenzioso del genere rischiano di essere tutt’altro che brevi.
Disney non è rimasta in silenzio. In diversi paesi europei ha diffuso una nota ufficiale che suona così: a seguito di un contenzioso davanti a un tribunale europeo dei brevetti, l’azienda è stata costretta a modificare la disponibilità del Dolby Vision e dei contenuti in 3D in alcuni paesi. Nella stessa dichiarazione si parla di dispiacere e di condivisione della frustrazione dei clienti. Non solo: ogni riferimento al formato è stato cancellato anche dai siti ufficiali della piattaforma.
Cosa resta per chi cerca la qualità migliore
La buona notizia, se così si può dire, è che non tutto è perduto sul fronte dell’alta definizione. Chi vuole guardare i contenuti al massimo della resa visiva può ancora contare sull’HDR10 abbinato al 4K. Certo, non è la stessa cosa del Dolby Vision, che gestisce la luminosità in modo dinamico fotogramma per fotogramma, regalando un’immagine più precisa. Però l’HDR10 rimane un formato serio, capace di restituire colori e contrasti di buon livello.
C’è poi un precedente che fa ben sperare. La settimana scorsa Amazon ha trovato un accordo con InterDigital, riuscendo a evitare il tribunale e a continuare a offrire il Dolby Vision su Prime Video senza nessuna interruzione per gli utenti. È più che plausibile che anche lo scontro con Disney finisca allo stesso modo, con un’intesa di natura economica tra le due aziende. Il guaio è che, fino a quel momento, a pagarne le conseguenze sono gli abbonati europei, finiti loro malgrado in mezzo a una battaglia legale sui brevetti che, a conti fatti, non li riguarda affatto.