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Disney+, in arrivo un piano gratuito con pubblicità

Disney+ potrebbe presto aggiungere un piano gratuito alla sua offerta, sostenuto ovviamente dalla pubblicità. È un’ipotesi ancora tutta da definire, ma è stato il nuovo amministratore delegato del gruppo, Josh D’Amaro, a metterla sul tavolo durante la presentazione degli ultimi risultati finanziari agli investitori. L’idea, per il momento, resta teorica, però il fatto che ne parli il numero uno dell’azienda le dà un peso diverso.

Secondo D’Amaro, una proposta del genere permetterebbe di raggiungere una fascia di pubblico completamente nuova. Il ragionamento è abbastanza lineare, più utenti attivi significano più incassi dalla pubblicità e, con un po’ di fortuna, la possibilità di convertire almeno una parte di questi spettatori in abbonati paganti. Un imbuto classico, insomma, che parte dal gratuito e prova a spingere verso il premium.

Un piano gratuito ancora senza data

Nessun dettaglio concreto sul progetto, questo va detto. D’Amaro non ha fornito tempistiche precise, non ha spiegato come funzionerebbe di preciso questo piano gratuito e non ha nemmeno chiarito in quali mercati partirebbe per primo. Ha però confermato che la dirigenza sta valutando la cosa con serietà. E quando un’idea del genere viene menzionata pubblicamente davanti agli investitori, di solito è perché prima o poi diventerà realtà.

Del resto è un po’ la direzione naturale in cui sta andando tutto il settore. Negli ultimi anni piattaforme come Disney+, Netflix e HBO Max hanno dovuto fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita. Non solo quella diretta, tra servizi che offrono più o meno lo stesso tipo di catalogo. A far paura, forse ancora di più, è la concorrenza indiretta.

La minaccia arriva da YouTube e dai social

Qui il discorso si fa interessante, perché stiamo parlando di piattaforme che propongono video in streaming ma non necessariamente film o serie TV. Il riferimento è soprattutto a YouTube, che nell’ultimo periodo si è mosso parecchio per diventare ancora più centrale nel mondo dell’intrattenimento. Ha investito in strumenti che avvicinano l’esperienza dell’utente a quella della televisione tradizionale, con canali tematici a programmazione continua e nuove modalità per organizzare i contenuti in raccolte strutturate, un po’ come le stagioni delle serie TV.

Tutto questo rende YouTube un’alternativa sempre più competitiva anche per chi cerca contenuti professionali e di lunga durata. Non più solo clip da pochi minuti, quindi, ma qualcosa che può tranquillamente occupare una serata sul divano. E in un contesto simile, dove l’attenzione delle persone è merce rara e contesa da tutti, un colosso come Disney non può permettersi di restare fermo a guardare.

Ecco perché l’idea di un ingresso gratuito, magari accompagnata in futuro da collaborazioni con realtà come TikTok, ha una sua logica precisa. Serve a intercettare chi non ha voglia o possibilità di pagare un abbonamento, ma che potrebbe comunque diventare un utente prezioso, prima come spettatore della pubblicità e poi, chissà, come cliente vero e proprio. La partita dello streaming non si gioca più solo sulla qualità dei contenuti, ma anche sulla capacità di catturare quante più persone possibile, con qualsiasi formula funzioni.

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