Carburanti, arriva una notizia che farà piacere a chi guida un’auto a gasolio: Eni ha deciso di tagliare il prezzo del diesel fino a 7,5 centesimi al litro, uno degli interventi più pesanti degli ultimi mesi sul fronte dei rifornimenti. Il ribasso, applicato nella giornata del 29 aprile, rappresenta un segnale tutt’altro che simbolico in un periodo in cui il costo alla pompa resta una delle voci più sentite nel bilancio quotidiano degli automobilisti italiani.
Il taglio di Eni sul diesel e il contesto del mercato
La mossa del gruppo energetico non è arrivata dal nulla. Poche ore prima, la Commissione di allerta rapida sui prezzi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva analizzato l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, ipotizzando un possibile calo del gasolio nell’ordine dei sei centesimi al litro. Eni è andata oltre, applicando un ribasso di 7,5 centesimi, quindi più incisivo rispetto a quanto ci si aspettava. Un dato che pesa, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni giorno.
Il quadro, però, non è tutto rose e fiori. Se il diesel mostra segnali di discesa, la benzina va nella direzione opposta con un lieve aumento. È il classico scenario da mercato in fase di assestamento, dove le dinamiche internazionali si riflettono in modo disomogeneo sui diversi carburanti. E non è solo Eni a muoversi: anche altri operatori hanno aggiornato i listini. IP e Q8 hanno ridotto i prezzi della benzina rispettivamente di tre e due centesimi al litro, mentre Tamoil ha scelto di intervenire sul gasolio con un ribasso di due centesimi. Un movimento corale, insomma, che racconta quanto le quotazioni internazionali stiano influenzando le scelte commerciali dei principali marchi della distribuzione.
Prezzi medi alla pompa: quanto si paga davvero
Guardando ai numeri concreti rilevati nella stessa giornata, la benzina in modalità self service si attesta intorno a 1,743 euro al litro, in leggero rialzo. Il gasolio scende invece a 2,056 euro al litro, confermando l’effetto del taglio applicato da Eni e dagli altri operatori. Le cose cambiano parecchio se ci si ferma in autostrada, dove i prezzi restano sistematicamente più alti: la benzina raggiunge 1,797 euro al litro, il diesel si posiziona a 2,115 euro.
Per chi utilizza carburanti alternativi, il quadro resta sostanzialmente fermo. Il GPL si mantiene intorno a 0,795 euro al litro, il metano a circa 1,577 euro al chilogrammo, senza variazioni significative rispetto ai giorni precedenti.
Un aspetto che vale la pena considerare è il divario tra self service e servito, che continua a essere tutt’altro che trascurabile. Il diesel al servito supera mediamente i 2,19 euro al litro, mentre la benzina si avvicina a 1,88 euro. Differenze che dipendono sia dai costi di gestione degli impianti sia dalle politiche commerciali dei singoli operatori, e che rendono la scelta della modalità di rifornimento ancora molto rilevante per il portafoglio di chi fa il pieno con regolarità.