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Depressione circadiana: nuovo sottotipo per 1 paziente su 4

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Esiste un nuovo sottotipo di depressione legato al ritmo circadiano, e riguarderebbe circa 1 paziente su 4. Si tratta quindi di una fetta consistente, intorno al 25% delle persone che convivono con questo disturbo, accomunata da una serie di tratti piuttosto riconoscibili. Tra le caratteristiche principali emergono il cosiddetto jet lag sociale, una marcata stagionalità dei sintomi e una stanchezza mattutina che pesa sull’inizio della giornata. Sono tutti elementi che riportano al funzionamento dell’orologio biologico interno, quel meccanismo che scandisce il ciclo di sonno e veglia nell’arco delle ventiquattro ore.

Parlare di sottotipo significa riconoscere che sotto la stessa etichetta clinica possono nascondersi quadri diversi tra loro. La depressione infatti non si presenta allo stesso modo in tutti, e individuare gruppi con caratteristiche condivise aiuta a leggere il disturbo con maggiore precisione. In questo caso il filo conduttore è proprio il rapporto tra l’umore e i ritmi biologici, un legame che coinvolge una parte non trascurabile dei pazienti.

Depressione circadiana: il ruolo del ritmo circadiano e del jet lag sociale

Il ritmo circadiano è in pratica l’orologio che regola molte funzioni dell’organismo seguendo l’alternanza tra giorno e notte. Quando questo sistema va fuori sincrono, gli effetti possono farsi sentire su più fronti. Ed è qui che entra in gioco il jet lag sociale, una delle caratteristiche chiave del nuovo sottotipo individuato.

Il termine richiama la classica sensazione di spaesamento che si prova dopo un lungo volo attraverso diversi fusi orari. Solo che in questo caso non c’è nessun aereo di mezzo. Il disallineamento nasce dalla distanza tra i tempi imposti dalla vita sociale, come lavoro, scuola e impegni vari, e quelli che il corpo seguirebbe in modo spontaneo. Una sorta di fuso orario interiore che non coincide con quello esterno, insomma, e che nel tempo può lasciare il segno.

Accanto a questo aspetto compare la stanchezza mattutina, un altro tassello del quadro. Le prime ore della giornata risultano particolarmente faticose per chi rientra in questo gruppo di pazienti, segno di un orologio biologico che fatica a sintonizzarsi con i ritmi richiesti dalla quotidianità.

Stagionalità e stanchezza, i segnali di questo sottotipo

La terza caratteristica messa in evidenza è la stagionalità. I sintomi, in altre parole, tendono a seguire l’andamento delle stagioni anziché restare costanti nel corso dell’anno. Anche questo elemento si collega in modo diretto ai ritmi biologici, visto che il passaggio da un periodo all’altro modifica la durata delle ore di luce e quindi le condizioni in cui l’orologio interno si trova a lavorare.

Messi insieme, jet lag sociale, variazioni stagionali e fatica al risveglio disegnano un profilo preciso. Non si tratta di sintomi isolati ma di un insieme coerente che ruota attorno allo stesso perno, cioè il rapporto tra l’umore e il ritmo circadiano. Ed è proprio questa coerenza a giustificare l’idea di un sottotipo a sé stante all’interno della depressione.

Il dato più rilevante resta la diffusione. Un paziente su 4 rappresenta una quota tutt’altro che marginale, pari al 25% del totale, e rende questo nuovo sottotipo di depressione qualcosa di molto più concreto di una semplice curiosità clinica. Il legame con l’orologio biologico riguarda quindi una persona ogni quattro tra quelle che soffrono del disturbo, con jet lag sociale, stagionalità e stanchezza mattutina come segnali distintivi.

Fonte: TecnoAndroid

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