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La Francia ha deciso di costruire da sola il suo caccia di sesta generazione, voltando le spalle a Germania e Spagna dopo il fallimento del FCAS, il programma che avrebbe dovuto unire le tre nazioni. Non è la prima volta che succede. Dassault aveva già abbandonato a suo tempo il progetto Eurofighter per poi realizzare il Rafale in completa autonomia. La storia insomma si ripete e Parigi adesso punta su un velivolo tutto suo.
Serviranno anni di sviluppo. Nel frattempo Dassault lavorerà sul Rafale F5, una versione aggiornata che sfrutterà tecnologie nate proprio per il FCAS. L’idea è trasformare il jet in una sorta di comandante di droni stealth d’attacco, con nuove capacità di combattimento collaborativo e un nuovo missile nucleare. Si tratta di una scommessa di medio periodo per mantenere intatto il peso dell’aviazione francese mentre il successore prende forma lontano dagli ex partner europei.
Sovranità prima di tutto, anche nei cieli
Per Dassault e per la Francia sfilarsi prima dall’Eurofighter e adesso dal FCAS è una questione di sovranità nazionale. “Sappiamo fare caccia, li facciamo da 70 anni, possiamo farli da soli”, aveva dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda quando le tensioni con Airbus erano ancora aperte. Germania e Spagna proveranno ora a salvare il progetto attraverso una coalizione industriale guidata da Airbus, mentre Parigi andrà avanti con l’ACF, sigla che sta per avion de combat du futur, cioè aereo da combattimento del futuro.
L’orizzonte fissato per questo programma a lungo termine è il 2040. Fino ad allora il Dassault Rafale resterà la colonna portante dell’aeronautica francese, evolvendosi nello standard F5, già ribattezzato “Super Rafale”, che integrerà i sistemi avanzati sviluppati per il FCAS. L’entrata in servizio della nuova versione è prevista per il 2033.
Un caccia che guida uno sciame di droni
La vera novità del Rafale F5 sta nel ruolo che dovrà ricoprire. Il jet diventerà il cervello di una specie di mente alveare composta da droni che faranno da “fedeli scudieri”. In pratica opererà in modo integrato con velivoli stealth d’attacco di ultima generazione grazie a sistemi di intelligenza artificiale. I mezzi senza pilota, coordinati direttamente dalla cabina del caccia, avranno il compito di penetrare le difese nemiche, svolgere missioni di ricognizione o trasportare armamenti aggiuntivi senza mettere a rischio chi siede ai comandi.
Prima però Dassault deve sviluppare l’IA e i sistemi necessari a trasformare l’aereo nel vero leader di una squadriglia senza pilota. L’azienda ha già iniziato a testare algoritmi di intelligenza artificiale sul Rafale. In parallelo la Francia ha avviato il progetto HypAIRion, che utilizza i Mirage 2000 come piattaforme di prova per mettere a punto sistemi di combattimento collaborativo. L’obiettivo è far volare per la prima volta il Rafale insieme a un drone nel 2028, passaggio preliminare all’integrazione di questi velivoli sul Rafale F5.
Le migliorie non si fermano qui. Il nuovo Rafale porterà con sé il missile nucleare ipersonico ASN4G, destinato a sostituire l’attuale ASMP A, insieme a nuovi sistemi optronici e a un’evoluzione del motore M88 capace di garantire una spinta superiore del 20%. Parigi vuole anche ampliare la flotta fino a 225 esemplari entro il 2030. Il budget previsto per l’aggiornamento allo standard F5 è di circa 3,4 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.
La sfida dei finanziamenti senza gli ex partner
Sul nuovo caccia ACF la Francia prende le distanze perfino nel nome, scegliendo una sigla dall’identità francese anziché adottare NGF (New Generation Fighter) del programma europeo. Il nodo vero riguarda però i finanziamenti, perché sostenere un progetto così ambizioso senza Germania e Spagna non sarà semplice. Pur volendo mantenere il controllo del programma, il governo francese si è detto aperto a ricevere sostegno economico da altri Paesi. Tra i nomi che circolano ci sono la Svezia, attraverso Saab, e l’India. Lo sviluppo dell’aereo operativo dovrebbe partire nel 2029.
Fonte: TecnoAndroid


