Negli Stati Uniti è arrivata una novità che potrebbe modificare il modo in cui affrontiamo il Covid nella sua fase endemica. La FDA ha dato il via libera a Xocova, un antivirale orale pensato per la profilassi dopo il contatto con una persona positiva. In pratica, si tratta del primo farmaco orale che si può assumere subito dopo l’esposizione al virus, senza dover aspettare la comparsa dei sintomi e senza per forza essersi vaccinati prima.
Fino a poco tempo fa le opzioni erano sostanzialmente due. Da un lato il vaccino, da fare in anticipo come misura preventiva. Dall’altro, l’attesa, quella scomoda fase in cui ci si limitava a sperare di non ammalarsi dopo aver incrociato un positivo. Mancava insomma qualcosa nel mezzo, uno strumento da usare proprio in quella finestra di tempo delicata tra il contatto e l’eventuale infezione. La profilassi post-esposizione serve esattamente a coprire quel vuoto.
Cosa dice lo studio e come funziona la terapia
L’approvazione non è arrivata dal nulla. A sostenerla c’è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche di riferimento a livello internazionale. È proprio quel lavoro ad aver spostato l’asticella, dimostrando che esiste finalmente una pillola da prendere dopo aver avuto a che fare con un caso positivo. Un cambiamento non da poco, considerando che per anni questa possibilità semplicemente non c’era.
Il principio alla base di Xocova è quello tipico degli antivirali orali. Si interviene presto, prima che il virus abbia il tempo di prendere piede nell’organismo, riducendo così le probabilità che il contatto si trasformi in malattia vera e propria. È un approccio diverso rispetto a quello del vaccino, che lavora invece sulla prevenzione a monte preparando il sistema immunitario in anticipo. Qui invece l’azione è successiva, mirata, legata a un momento specifico, ovvero quello che segue l’esposizione al Covid-19.