Corvette ZR1 e un dettaglio che fa sorridere e storcere il naso allo stesso tempo. Sopra i 290 km/h, questa sportiva americana perde letteralmente la vernice, che si scheggia e si stacca in alcuni punti precisi della carrozzeria. Un problema bizzarro, soprattutto se si pensa al livello e al prezzo della vettura. Ma andiamo con ordine, perché prima di parlare del difetto vale la pena capire con cosa abbiamo a che fare.
Una bestia da numeri folli
Togliamoci subito il cappello davanti alla brutalità di questa Corvette ZR1. Sotto il cofano c’è un motore V8 da 5,5 litri, nato dalla Z06 ma rivisto in profondità nell’architettura per ospitare la sovralimentazione. Ribattezzato LT7, il propulsore monta due turbocompressori che lavorano a una pressione di 1,37 bar. Il risultato è una potenza complessiva di circa 1.085 CV a 7.000 giri al minuto, con una coppia massima di 1.123 Nm. Per reggere queste sollecitazioni, Chevrolet ha abbassato il rapporto di compressione a 9,8:1.
I numeri delle prestazioni parlano da soli. Lo scatto da 0 a 100 km/h viene chiuso in 2,3 secondi, mentre la velocità massima registrata nei test condotti a Papenburg, in Germania, ha superato i 375 km/h. Cifre da capogiro, che spiegano anche perché certe forze in gioco finiscano per mettere in difficoltà persino la vernice.
Quando l’aerodinamica diventa un problema
Eccoci al peccato originale, quello che ha fatto sorridere parecchie persone. Alcuni proprietari hanno segnalato il distacco o la scheggiatura della vernice in prossimità degli attacchi dell’ala posteriore. Il fenomeno si manifesta una volta superata la soglia dei 290 km/h. Sotto accusa è finito il ZTK Performance Package, un kit opzionale che trasforma la ZR1 in una macchina da pista parecchio aggressiva.
Questo pacchetto comprende una massiccia ala posteriore fissa, uno splitter anteriore più grande, un sottoscocca ottimizzato e pneumatici Michelin Sport Cup 2. Il sistema aerodinamico riesce a generare una deportanza di circa 545 chilogrammi alla velocità massima. Sono proprio queste forze enormi, trasmesse dai montanti dell’ala direttamente alla carrozzeria, a provocare le micro fratture nello strato di vernice nei punti di contatto.
I danni restano localizzati e spesso sono parzialmente nascosti dalle staffe stesse. Resta comunque un difetto sorprendente per un veicolo di questo livello e di questa fascia di prezzo, di certo non alla portata di tutte le tasche.
Cosa ha detto Chevrolet
Nonostante l’imbarazzo tecnico, la casa madre si è mostrata collaborativa. I clienti che hanno documentato i danni dopo alcune sessioni in pista, come nel caso del proprietario noto come “Wheelr_” sul circuito di Daytona, hanno raccontato che Chevrolet ha coperto per intero i costi della riparazione, procedendo alla riverniciatura gratuita delle parti interessate.
Per ora, però, non sono state annunciate modifiche strutturali o protezioni aggiuntive per evitare che il problema si ripresenti, qualora il conducente decida di sfidare ancora una volta i limiti della fisica. Insomma, chi porta la Corvette ZR1 oltre i 290 km/h sa già che, oltre all’adrenalina, potrebbe portarsi a casa anche qualche scheggiatura di troppo.