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Quando arriva il freddo il pensiero corre quasi sempre ai termosifoni o alle stufette elettriche, mentre il condizionatore resta lì appeso al muro in attesa dell’estate. Eppure molti apparecchi di ultima generazione sono in grado di funzionare anche come riscaldamento e possono trasformarsi in un’alternativa interessante per tagliare i consumi elettrici, soprattutto quando c’è bisogno di scaldare una sola stanza. C’è però un dettaglio che fa tutta la differenza, perché il risparmio arriva soltanto se il climatizzatore viene regolato nel modo corretto.
Come lavora il condizionatore quando fuori fa freddo
Prima di tutto va chiarito che non tutti i casi sono uguali. L’efficienza di un condizionatore usato per scaldare dipende da tre fattori principali, cioè il modello scelto, la temperatura esterna e il livello di isolamento dell’abitazione. Una casa che disperde calore da ogni fessura metterà in difficoltà anche l’apparecchio più moderno, mentre un ambiente ben isolato permette di sfruttarne al meglio le potenzialità.
La vera differenza rispetto a una classica stufetta elettrica sta nel principio di funzionamento. I dispositivi reversibili si basano su una pompa di calore che recupera l’energia presente nell’aria esterna e la utilizza per riscaldare gli spazi interni. In pratica non generano tutto il calore partendo dall’elettricità, ma lo spostano da un luogo all’altro. È un meccanismo meno intuitivo di quanto sembri, visto che anche l’aria fredda dell’inverno contiene energia sfruttabile.
Proprio grazie a questo sistema alcuni apparecchi riescono a restituire diverse unità di energia termica per ogni unità di elettricità consumata. Un risultato notevole, che però ha un limite preciso. Quando le condizioni esterne diventano particolarmente rigide il rendimento cala, e il climatizzatore fatica di più a mantenere la temperatura desiderata.
Alzare il condizionatore a 26 gradi non scalda più in fretta
Tra gli errori più diffusi c’è quello di aumentare parecchio la temperatura impostata non appena si sente freddo, con l’idea che la stanza si scaldi prima. Non funziona così. Fissare il termostato a 26 gradi invece che a 21 non garantisce affatto che l’apparecchio lavori più velocemente, perché quel valore indica soltanto la temperatura che si vuole raggiungere e non la rapidità con cui arrivarci.
Le organizzazioni che si occupano di risparmio energetico, come Energy Saving Trust, suggeriscono di cercare una temperatura confortevole senza esagerare, partendo da circa 20 o 21 gradi e regolandola poi in base alle proprie esigenze. Conviene anche evitare di accendere e spegnere continuamente il climatizzatore nelle giornate in cui si trascorre molto tempo in casa. I modelli inverter, infatti, sono capaci di ridurre la potenza una volta raggiunta la temperatura impostata, e questo li rende più efficienti quando restano accesi in modo costante.
Il discorso cambia quando la casa resta vuota. Dato che il risparmio dipende dal tempo di utilizzo e dalle caratteristiche dell’abitazione, la soluzione migliore non è lasciare il condizionatore in funzione durante le ore di assenza. Meglio ragionare su quando serve davvero e organizzarsi di conseguenza.
Fonte: TecnoAndroid


