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ClasseViva, attacco hacker a Spaggiari: cambiate le password

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Un attacco hacker ha colpito una delle piattaforme del Gruppo Spaggiari Parma, l’azienda che gestisce ClasseViva, il registro elettronico più diffuso nelle scuole italiane, e la notizia arriva a pochissimi giorni dal suono della prima campanella. La buona notizia, tanto per sgombrare il campo, è che il registro in sé non è stato toccato: i circa 4,5 milioni di utenti collegati a quasi 4 mila istituti non troveranno alcun problema di accesso. A finire nel mirino è stato un altro software, quello dedicato alla modulistica che viaggia tra scuole, docenti e famiglie. Resta però l’invito dell’azienda, che quest’anno festeggia cento anni di vita scolastica dopo l’esordio nel 1926 con il celebre registro cartaceo dalle alette laterali: meglio cambiare le proprie credenziali di accesso. Perché l’intrusione c’è stata davvero, rivendicata pubblicamente su X il 20 agosto dal gruppo xplOitrs e subito intercettata dagli analisti di cybersicurezza.

Numeri che ballano e una rivendicazione contraddittoria

Le informazioni circolate in questi giorni sono state parecchio confuse. Alcuni canali di cyber intelligence hanno parlato senza mezzi termini di ransomware, quindi di una richiesta di riscatto, e di 6,1 Terabyte di materiale sottratto. Peccato che lo stesso account X che ha lanciato l’annuncio, poche ore dopo, abbia smentito sia quella mole di dati sia il fatto che gli xplOitrs si dedichino all’estorsione. Potrebbe trattarsi di un gioco delle parti, con i post social usati come leva per mettere pressione all’azienda italiana.

Le tempistiche, del resto, non tornano granché. Il 21 agosto il Gruppo Spaggiari Parma ha diffuso due comunicati che confermano l’intrusione ma la datano al 30 giugno. In quella occasione, scrive la società, sono scattati subito gli adempimenti previsti: notifica di violazione dei dati personali al Garante per la protezione dei dati personali, con successiva integrazione, segnalazione all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e denuncia all’autorità di polizia giudiziaria, anch’essa poi integrata. Ricostruendo la sequenza, il 20 agosto l’utente box turtle, apparentemente legato a xplOitrs, dall’inglese exploiters, sfruttatori, annuncia quello che sembra un colpo grosso. Il giorno dopo i canali specializzati rilanciano: 6,1 Terabyte esfiltrati, oltre 3 mila scuole coinvolte, milioni di utenti. E dati sensibilissimi, dai documenti di identità ai contatti, fino a informazioni mediche sugli studenti. L’ultimatum per pagare, secondo quanto circolato, scadrebbe intorno al 27 agosto, altrimenti tutto finirebbe online.

Il punto debole si chiama Modulistica Smart

C’è un dettaglio che stona rispetto alla prassi abituale di questi casi: nessun sample, cioè nessun esempio di prova del materiale rubato, è stato pubblicato in Rete. Una possibile spiegazione arriva indirettamente dall’azienda stessa: i file sottratti sarebbero pdf anonimi, il che giustificherebbe l’enorme peso complessivo del bottino. Per tirarne fuori qualcosa di davvero sensibile, però, bisognerebbe aprirli uno per uno.

Nel comunicato la società precisa il perimetro dell’incidente. Si tratta del componente Modulistica Smart della piattaforma Bergantini, quello usato per compilare e trasmettere online moduli e istanze. Gli accertamenti, si legge, escludono che l’evento abbia riguardato il registro, i software di gestione della scolastica e quelli di segreteria, che costituiscono un sistema distinto e separato. Tradotto: i dati scolastici di docenti e ragazzi sarebbero al sicuro, i servizi restano regolarmente operativi, ma in via prudenziale gli utenti sono invitati a rinnovare le credenziali. Un secondo avviso, dedicato ai software Bergantini, chiarisce che quella sezione consente la compilazione online di moduli e richieste da parte di personale scolastico, famiglie e candidati. E ammette che l’episodio ha comportato l’accesso illecito a una parte degli allegati caricati dagli utenti, con una possibile violazione della riservatezza. Al momento, però, non risultano evidenze di un utilizzo fraudolento dei dati sottratti, con la solita raccomandazione di prestare attenzione a comunicazioni non richieste. Il sistema di Modulistica Smart, intanto, è stato sospeso per verifiche e migliorie.

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