Bloccare le chiamate spam è diventato quasi un lavoro a tempo pieno per moltissimi utenti italiani, e i dati più recenti lo confermano senza troppi giri di parole. La nuova normativa che avrebbe dovuto arginare il fenomeno, a quanto pare, non ha prodotto gli effetti sperati. Anzi, la situazione sembra addirittura peggiorata. A giugno le telefonate indesiderate hanno registrato un balzo del 19,5%, un aumento che lascia perplessi soprattutto perché arriva proprio nel momento in cui ci si aspettava un cambio di rotta.
A mettere nero su bianco questa tendenza è l’ultimo report di Cleveer Dialer, l’applicazione che si occupa di identificare e segnalare le chiamate moleste. I numeri parlano chiaro. Nel periodo analizzato sono state intercettate e neutralizzate ben 626.555 telefonate riconducibili ad attività di spam telefonico. Una cifra che rende l’idea di quanto il problema sia radicato nella quotidianità di chi possiede uno smartphone, e di quanto certe barriere normative facciano fatica a incidere davvero.
Perché i tentativi di truffa sono diventati più pericolosi
Il vero campanello d’allarme, però, non riguarda soltanto la quantità. C’è un aspetto qualitativo che preoccupa più del semplice aumento delle telefonate. Chi si trova dall’altra parte della cornetta ha affinato le tecniche, e adesso si presenta con informazioni che dovrebbero essere private. Nome, cognome, a volte perfino dettagli su contratti o utenze già attive. Questo rende le chiamate molto più credibili e, di conseguenza, molto più insidiose per chi le riceve.
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Quando dall’altro capo del telefono qualcuno conosce già i dati personali dell’interlocutore, la guardia si abbassa in maniera naturale. Ci si fida di più, si tende a rispondere alle domande, si finisce per ascoltare offerte o proposte che in condizioni normali verrebbero liquidate in pochi secondi. È proprio su questa fiducia mal riposta che puntano i responsabili di queste operazioni, sfruttando la sensazione che l’interlocutore sia davvero un operatore autorizzato.
Difendersi, comunque, resta possibile. L’utilizzo di applicazioni dedicate come Cleveer Dialer permette di riconoscere in anticipo i numeri sospetti e di bloccarli prima ancora che squillino. Molti di questi strumenti attingono a database aggiornati in tempo reale grazie alle segnalazioni degli utenti, creando una sorta di rete collaborativa che cresce mano a mano che aumentano le denunce. Più persone segnalano un numero molesto, più velocemente quel numero viene identificato e messo in blacklist per tutti gli altri.
La strada per liberarsi definitivamente delle telefonate indesiderate appare ancora lunga, questo è evidente. La normativa da sola non basta, e i dati raccolti fino a questo momento lo dimostrano con una certa crudezza. Nel frattempo, però, un po’ di attenzione in più al momento della risposta e l’aiuto delle tecnologie giuste possono fare la differenza. Prestare orecchio a chi chiede dati o conferme sospette, diffidare delle offerte troppo insistenti e affidarsi a filtri automatici resta la combinazione più sensata per non cadere nella trappola dello spam telefonico.


