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OpenAI continua a lavorare per far crescere il proprio business pubblicitario dentro ChatGPT e lo fa muovendosi su più fronti nello stesso momento. Le mosse più recenti vanno in tre direzioni precise: un taglio delle tariffe pubblicitarie, una caccia sempre più mirata alle piccole e medie imprese e l’ingresso in squadra di alcuni nuovi professionisti provenienti da Meta. Messe insieme, queste scelte raccontano un’azienda che considera la pubblicità dentro il suo chatbot un progetto su cui investire con continuità, non un esperimento da lasciare in un angolo.
Il quadro che emerge è quello di una strategia ancora in costruzione. La società guidata da Sam Altman non sembra aver trovato una formula definitiva ma sta chiaramente cercando la combinazione giusta per rendere gli annunci all’interno di ChatGPT più appetibili per chi compra spazi pubblicitari. Ogni leva toccata va in questa direzione, con un approccio piuttosto pragmatico.
Prezzi più bassi per convincere gli inserzionisti
La prima mossa riguarda il costo. OpenAI ha deciso di ridurre le tariffe pubblicitarie applicate agli annunci su ChatGPT, una scelta che di solito si fa quando l’obiettivo principale è allargare la platea di clienti più che massimizzare il guadagno immediato. Abbassare l’asticella significa rendere più semplice per un’azienda provare questo nuovo canale senza dover mettere sul piatto budget importanti.
Si tratta di un passaggio abbastanza comune per chi entra in un mercato già affollato. Gli inserzionisti hanno abitudini consolidate e spostano i propri investimenti con una certa cautela, soprattutto verso piattaforme nuove di cui conoscono poco i risultati. Un prezzo più contenuto funziona quindi come un invito a fare un primo tentativo, nella speranza che poi i numeri convincano a restare e magari a spendere di più.
Il corteggiamento alle piccole e medie imprese e i rinforzi da Meta
La seconda direzione è forse quella più interessante dal punto di vista strategico. OpenAI sta inseguendo con decisione le piccole e medie imprese, un segmento enorme per numero di attività e quindi potenzialmente molto redditizio se affrontato nel modo giusto. Invece di puntare soltanto sui grandi marchi con campagne milionarie, l’azienda guarda anche a chi ha budget più limitati ma rappresenta una fetta gigantesca del mercato.
Questa scelta si sposa bene con il taglio dei prezzi. Per una realtà di dimensioni ridotte la spesa pubblicitaria è sempre una voce da valutare con attenzione e tariffe più accessibili possono fare la differenza nel decidere se sperimentare o meno un canale come ChatGPT. Le due mosse sembrano insomma pensate per rafforzarsi a vicenda.
Poi c’è il capitolo del personale. OpenAI ha assunto alcuni nuovi talenti provenienti da Meta, portando in casa competenze maturate in uno dei gruppi più esperti nel campo della pubblicità digitale. È un tassello che completa il disegno, perché costruire una macchina pubblicitaria efficace richiede persone che sappiano come attirare gli inserzionisti, come gestire le campagne e come dialogare con aziende di ogni dimensione, comprese proprio le piccole e medie imprese che la società sta cercando di conquistare.
Il rafforzamento della squadra arriva quindi in parallelo con la revisione dei prezzi e con l’apertura verso nuovi clienti. Tre movimenti distinti che puntano tutti allo stesso traguardo, cioè far crescere il business pubblicitario di ChatGPT e trasformarlo in una fonte di ricavi sempre più solida per OpenAI.
Fonte: TecnoAndroid


