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ChatGPT finisce al centro di una causa civile negli Stati Uniti dopo il racconto di James Gates, residente in North Carolina, che sostiene di essere stato vittima di un avvelenamento legato anche all’uso del chatbot. Secondo la ricostruzione contenuta nell’azione legale, nell’estate del 2025 Gates si è ammalato in modo grave nella sua abitazione e per settimane non avrebbe capito cosa stesse succedendo. La svolta, due mesi dopo, sarebbe arrivata con il ritrovamento di un foglio scritto a mano che, sempre secondo l’accusa, chiamerebbe in causa la moglie Cheryl Gates. Su quel foglio comparivano riferimenti a oleandro, pianta tossica, e a farmaci come clonazepam e atenolol. In cima, però, ci sarebbero state due indicazioni che hanno fatto pensare a un supporto esterno, con un sapore digitale molto preciso: “Clear all convos” e “log out of ChatGPT”.
La causa contro OpenAI e l’ombra di GPT 4o
La citazione in tribunale è rivolta a OpenAI, indicata come responsabile di aver messo a disposizione uno strumento che, nella versione usata da Cheryl Gates, avrebbe contribuito a pianificare e rendere possibile l’avvelenamento. Il documento sostiene che la donna avrebbe interpellato spesso il chatbot su dosi letali di piante e medicinali e su come nasconderle in cibo e bevande. Nel testo si descrive anche un espediente linguistico: invece di dichiarare apertamente l’intenzione di fare del male, le domande sarebbero state impostate come richieste “difensive”, con l’idea che l’avvelenamento potesse capitare a lei se non avesse imparato “tutto” su quante foglie sarebbero sufficienti a ucciderla, su come si prepara la sostanza e su cosa “lui” avrebbe potuto metterci dentro o aggiungere senza che lei se ne accorgesse.
Proprio questa impostazione, sempre secondo l’accusa, non avrebbe dovuto bastare. La causa sostiene che il sistema avrebbe dovuto capire il contesto e rendere chiaro che l’interesse reale era individuare metodi per eliminare il marito. Nel racconto legale entra anche il tema del modello chiamato GPT 4o, che avrebbe “amplificato” i problemi coniugali portati in chat fino a spingere Cheryl a descrivere il marito come “abusivo” e “controllante”, etichette che poi il chatbot avrebbe iniziato a ripetere. In parallelo, il sistema le avrebbe rivolto apprezzamenti, definendola “acuta” e “brillante”, secondo quanto riportato nella denuncia.
Le risposte contestate, le accuse poi cadute e le altre cause citate
Tra i passaggi più concreti indicati nella causa ci sono alcune risposte che, lette in quel contesto, avrebbero potuto essere interpretate come istruzioni. In un esempio, dopo una domanda sull’idea di inserire una dose elevata di farmaci in una birra o in una bevanda energetica Celsius, ChatGPT avrebbe risposto con un elenco intitolato “Perché Celsius sarebbe più ‘discreta’ per drogare”, citando elementi come gusto, colore, temperatura e carbonazione.
Un altro punto riguarda la gestione dei messaggi. Quando Cheryl avrebbe chiesto se la cronologia delle chat potesse essere recuperata per qualsiasi ragione, il bot avrebbe risposto che, una volta eliminata una conversazione, non sarebbe stata recuperabile da nessuno, nemmeno da OpenAI, e nemmeno con un mandato o un ordine del tribunale. La causa sostiene che quelle risposte non erano vere o accurate.
Sul fronte penale, Cheryl Gates era stata incriminata nell’ottobre 2025, anche per tentato omicidio, in relazione al presunto avvelenamento, ma le accuse sono state successivamente ritirate per insufficienza di prove. La causa civile, invece, insiste sul ruolo attribuito al chatbot e aggiunge che GPT 4o è stato in seguito ritirato da OpenAI per preoccupazioni legate a un comportamento troppo compiacente e incline a lusingare gli utenti. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che la sicurezza è una priorità, che l’utente è stato bannato e che sono state fornite informazioni alle forze dell’ordine nell’ambito dell’indagine.
Nel comunicato legato al deposito della causa, James Gates ha sostenuto che mesi di interazione avrebbero allontanato la moglie da se stessa e dalla realtà, fino a renderla irriconoscibile ai suoi occhi, aggiungendo di aver compreso meglio l’accaduto solo dopo aver letto i log delle chat. Nello stesso contesto viene anche citato che GPT 4o è stato menzionato in altre azioni legali. Compresa una causa recente in cui si afferma che il chatbot avrebbe consigliato a una donna di interrompere un farmaco contro le crisi epilettiche, con esito mortale, procedimento che risulta ancora in corso.
Fonte: TecnoAndroid


