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Da qualche giorno ChatGpt ha un camerino tutto suo. Dal primo ottobre il chatbot di OpenAI integra infatti una funzione di prova virtuale per abbigliamento e accessori. Basta un selfie, un capo trovato durante una ricerca e pochi secondi di attesa per ottenere un’immagine di sé con addosso l’articolo scelto. Tutto passa dal pulsante Try on, che compare nelle schede prodotto. L’idea non è nuova, altre aziende ci lavorano da tempo, ma ora il camerino entra dentro un’intelligenza artificiale che già cerca prodotti, confronta alternative e tiene traccia delle preferenze.
Come funziona il camerino di ChatGpt
Si parte dalle schede di shopping. L’utente sceglie un capo o un accessorio, tocca Try on e carica una propria foto. Secondo la guida ufficiale di OpenAI l’anteprima viene generata attraverso ChatGpt Images. Lo stesso meccanismo vale anche per l’immagine di un prodotto caricata direttamente in chat, che sia presa da un sito, una schermata o la foto di un vestito visto chissà dove. Le immagini prodotte durante le prove finiscono poi tra i contenuti generati e nella Library, la sezione dove vengono archiviati i file caricati e quelli creati dal chatbot.
Dietro c’è ChatGpt Images 2.5, il modello per creare e modificare immagini presentato l’8 settembre scorso. Rispetto alla versione precedente promette dettagli più nitidi, texture più ricche, luce più naturale e una maggiore fedeltà al soggetto delle foto di partenza. OpenAI dichiara anche una generazione fino al 50% più veloce rispetto a Images 2.0. Il compito non è banale perché il sistema deve mantenere riconoscibili volto e corporatura e ricostruire pieghe, ombre e materiali in modo credibile. Resta comunque un’anteprima, e la stessa azienda invita a controllare misure, dettagli del prodotto e politiche di reso prima di comprare. Taglia e vestibilità sono un’altra faccenda rispetto alla qualità dell’immagine.
Google, Walmart, Zalando e Amazon giocano la stessa partita
Il rivale più vicino è Google. La sua prova virtuale permette di caricare una foto a figura intera e vedere capi e scarpe sul proprio corpo. Nel 2025 la funzione è uscita dai test di Search Labs per approdare su Shopping negli Stati Uniti, per poi allargarsi ad altri mercati, e un aggiornamento di luglio 2026 ha portato l’accesso direttamente dai risultati di ricerca compatibili. Il vantaggio di Mountain View si chiama Shopping Graph, un catalogo che collega centinaia di migliaia di schede, commercianti, prezzi e disponibilità. Ad aprile del 2026 è arrivata anche una funzione di Google Photos che crea un guardaroba digitale partendo dagli abiti riconosciuti nelle foto personali, li combina in outfit e genera anteprime.
Walmart percorre una strada simile da anni con Be Your Own Model, che consente di usare una propria fotografia su abiti, top e jeans oppure di affidarsi a modelli di riferimento. Zalando ragiona invece sulla vestibilità. Il suo Virtual Fitting Room usa le misure corporee per costruire un avatar 3D e confrontare più taglie dello stesso articolo, e a giugno l’azienda ha comunicato che nei test pilota i resi sono calati del 40%. Amazon infine si concentra su scarpe, occhiali e prodotti beauty, soprattutto con la realtà aumentata, mentre sull’abbigliamento la copertura resta più limitata.
La foto personale come chiave dello shopping
C’è poi la questione delle immagini private. OpenAI spiega che la foto di riferimento viene salvata per le prove successive e può essere modificata o rimossa in qualsiasi momento. Per gli account personali i Controlli dei dati permettono di decidere se le nuove conversazioni contribuiscono a migliorare i modelli. Una piattaforma che conosce gusti, budget, marchi preferiti, ricerche passate e anche l’aspetto di chi compra può proporre suggerimenti molto più mirati rispetto a una ricerca fatta di poche parole.
Il valore vero sta prima e dopo la singola prova. ChatGpt può ricevere la foto di un look, trovare capi simili online, proporre alternative compatibili con una certa spesa e poi mostrare il risultato sulla persona. Può anche partire da una semplice descrizione, come un completo per una cerimonia o una giacca da abbinare a un paio di pantaloni già nell’armadio. Per convincere davvero serviranno però prodotti aggiornati, prezzi corretti, misure affidabili, tempi rapidi e una resa abbastanza fedele da orientare l’acquisto.
Fonte: TecnoAndroid








