Vai al contenuto
Offerte

Cavo USB-C impermeabile: il dettaglio che svela se lo è davvero

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Capire se un cavo USB-C impermeabile lo è davvero non è scontato, e l’unico modo per esserne certi passa da un dettaglio preciso: la certificazione IP. Sui grandi negozi online come Amazon se ne trovano parecchi, in versione maschio, femmina o con connettore angolato, spesso dotati di guarnizioni pensate per proteggere il collegamento. Bisogna però capire se quelle guarnizioni funzionano sul serio.

Per scoprirlo esiste uno strumento riconosciuto in tutto il mondo. La International Electrotechnical Commission (IEC) ha sviluppato lo standard IEC 60529, un codice di protezione dall’ingresso (Ingress Protection) che indica quanto un involucro, come la spina di un cavo, resiste a solidi e liquidi. La prima cifra riguarda la polvere, la seconda l’acqua. Secondo questo schema un cavo davvero a prova d’acqua dovrebbe avere un grado IP67 o IP68. Lo stesso criterio vale anche per altri dispositivi, smartphone compresi.

Nel dettaglio, IP67 indica un cavo sigillato contro la polvere capace di resistere fino a un metro di profondità per un massimo di 30 minuti. IP68 identifica invece un cavo a tenuta di polvere adatto all’immersione continua, di solito oltre il metro, anche se le soglie esatte cambiano da produttore a produttore. Questi accessori trovano spazio soprattutto in ambienti difficili come fabbriche, cantieri, settore marittimo e sistemi di ricarica per auto elettriche, ovunque ci sia esposizione ad acqua, intemperie o incidenti.

Perché l’acqua è un problema per i connettori USB-C

Lo standard USB-C non prevede alcuna specifica sulla resistenza all’acqua. Un cavo qualunque può sopravvivere a qualche schizzo, ma nulla è garantito. Il connettore è versatile e diffuso ovunque, però anche piuttosto complesso: smontandolo si trovano 24 contatti collegati ai fili di dati o di alimentazione. Sono 20 in più rispetto a USB-A, ed è anche per questo che i trasferimenti risultano più rapidi.

Se l’acqua riesce a infilarsi nel connettore può provocare un cortocircuito e danneggiare i dispositivi collegati, mentre l’umidità prolungata nel tempo tende a corrodere i contatti. C’è poi un rischio ulteriore, perché un cavo bagnato in cortocircuito può surriscaldarsi fino a causare un incendio. Per questo non bisognerebbe mai collegare un cavo bagnato a un dispositivo, nemmeno quando si tratta di un modello impermeabile.

La protezione viene ottenuta di solito con una guarnizione in gomma siliconica, un anello di tenuta o una ghiera di bloccaggio attorno al connettore. Alcuni modelli usano attacchi a baionetta filettati con una guarnizione che si comprime man mano che la ghiera viene stretta, creando così un collegamento stagno. I cavi pensati per restare a lungo a contatto con l’acqua possono impiegare una gomma sintetica robusta come il neoprene, mentre un materiale ancora più resistente, il fluoroelastomero (FKM), viene spesso scelto quando serve tenuta contro sostanze chimiche o solventi.

Come asciugare un cavo bagnato e quale scegliere

Se i contatti non mostrano segni di corrosione, in genere il cavo può essere riutilizzato senza problemi una volta asciutto. La procedura è semplice: scollegarlo, scuotere le estremità del connettore per far uscire l’acqua e lasciarlo asciugare per 24 o 48 ore. Meglio evitare l’asciugacapelli, perché il calore può rovinare il cavo, e anche il classico riso, che rischia di portare granelli e polvere all’interno del connettore. Se dopo l’asciugatura il cavo si scalda durante l’uso, va sostituito.

Tra i marchi di cavi impermeabili disponibili ci sono Atlavox, Yale e L-Com, quest’ultimo più orientato all’uso industriale. Si trovano nei negozi ben forniti di fai da te ed elettronica oltre che su Amazon. L’importante è assicurarsi che il modello scelto abbia una certificazione IP vera e propria e non sia semplicemente descritto come resistente all’acqua. I modelli base costano circa 9 euro, mentre le versioni ultra robuste pensate per gli ambienti più estremi possono arrivare a dieci volte tanto, intorno ai 90 euro. Al momento dell’acquisto conviene sempre verificare il grado IP ufficiale, perché un cavo che non lo dichiara potrebbe non offrire la protezione necessaria.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
25 Condivisioni