La carta d’identità cartacea non sparirà di colpo il 3 agosto, come molti temevano. Il Governo ha deciso di allungare i tempi per chi ancora non è riuscito a mettere le mani sulla CIE, stabilendo che i documenti cartacei non scaduti resteranno utilizzabili fino alla data stampata sulla carta. Salta quindi quella scadenza fissata mesi fa, che aveva spinto un sacco di persone a correre negli uffici anagrafici per sostituire documenti ancora validi, in certi casi con scadenze lontane anni.
La svolta è arrivata dopo il Consiglio dei Ministri di ieri. Nel testo diffuso dal Governo si legge che, per garantire l’efficacia del documento di identità, le carte d’identità cartacee non ancora scadute manterranno la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026, per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi.
Perché era spuntata la data del 3 agosto
Quel riferimento al 3 agosto non era campato in aria. A fissarlo era stata una circolare del Ministero dell’Interno del 3 febbraio, che aveva indicato il termine oltre il quale le vecchie carte non sarebbero più state utilizzabili, pur restando formalmente valide. La decisione di prorogare tiene conto anche delle difficoltà pratiche emerse negli ultimi mesi. Le anagrafi di parecchi Comuni sono state letteralmente prese d’assalto dalle richieste di sostituzione, anche perché diversi documenti hanno scadenze che arrivano fino al 2028 o addirittura al 2030.
Per reggere l’ondata, molti municipi hanno aperto sportelli straordinari dedicati. Ma concentrare altre richieste in piena estate avrebbe significato caricare ancora di più gli uffici comunali e costringere i cittadini a una corsa non sempre facile da gestire. Il Governo ha pensato anche ai casi in cui il Comune non riesca a consegnare subito la carta d’identità elettronica. Nelle more del rilascio della CIE, infatti, i comuni potranno rilasciare un documento di identità provvisorio. In pratica, quando serve un documento ma la CIE non arriva in tempo, scatta una soluzione temporanea, così nessuno resta a mani vuote.
La differenza tecnica che rende la CIE obbligatoria
Il passaggio dalla carta cartacea alla CIE resta comunque una tappa obbligata. La vecchia carta, a differenza di quella elettronica, non dispone della MRZ, la Machine Readable Zone. Si tratta dell’area di lettura ottica fatta di righe con caratteri monospaziati che permette alle macchine di leggere i dati del titolare. È un dettaglio tecnico che pesa parecchio sugli standard di sicurezza richiesti dalla normativa europea, anche in relazione al rilascio dei permessi di soggiorno. Le vecchie carte d’identità cartacee italiane, semplicemente, non riescono a garantire questi requisiti.
Chi ha ancora il documento di carta deve quindi continuare a muoversi per ottenere la CIE, ma stavolta senza l’assillo della scadenza del 3 agosto. Il rinnovo può essere chiesto a partire dal 180esimo giorno prima della scadenza del documento, mentre in caso di smarrimento, furto, deterioramento o distruzione si può domandare subito una carta nuova. La prenotazione passa dall’ufficio anagrafe del proprio Comune oppure dal portale Agenda Online. Da giugno, tra l’altro, anche i cittadini italiani iscritti all’AIRE possono richiedere la CIE presso qualsiasi Comune italiano.