Nel 2025 il prezzo medio della benzina durante la settimana di Ferragosto si è fermato a 1,701 euro al litro. Il diesel ha toccato 1,631 euro. I dati del MASE hanno registrato un calo iniziato a giugno. Una notizia che appare positiva, almeno in superficie. Tornando però al 2020, la stessa settimana racconta un’altra storia: benzina a 1,398 euro al litro e gasolio a 1,284 euro. Il confronto gela: un aumento del 21,7% per la verde, del 27% per il diesel. Significa che un pieno di benzina oggi costa oltre 15 euro in più. Con il gasolio il rincaro sfiora i 17,3 euro. Quanto pesa sulle tasche degli automobilisti che hanno affrontato le partenze estive?
Un macigno per le famiglie: i carburanti pesano sempre di più
Un calcolo semplice racconta l’impatto. Moltiplicando i rincari dei carburanti per milioni di viaggi, il conto finale diventa enorme. Centinaia di milioni finiscono sulle spalle delle famiglie italiane. La stagione delle vacanze non è quindi immune dal caro carburanti, anche se i grafici segnano un trend discendente. Il Codacons ha sottolineato che la recente discesa non basta. Restano margini per riduzioni più incisive. È davvero normale che un pieno diventi un lusso per chi parte con la famiglia? La risposta sembra proprio di sì. Già partire di per sé non è per tutti, se poi ci si aggiungono i carburanti diventa praticamente impossibile.
Il quadro si complica ancor di più guardando al mercato internazionale. Dal mese di giugno il greggio ha perso oltre il 16%. Nello stesso periodo i prezzi alla pompa si sono ridotti appena del 2%, un divario difficile da ignorare. È vero che il petrolio non è l’unico fattore: tasse, accise e dinamiche di mercato incidono sul prezzo finale. La rapidità con cui carburanti come benzina e gasolio sono aumentati dopo lo scoppio della guerra in Iran mostra però un forte disequilibrio. Perché la discesa non corre con la stessa velocità? . La riduzione del greggio dovrebbe alleggerire i listini molto più di quanto accaduto.