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CAPCOM ID violato: esposti i dati di 11,7 milioni di account

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Capcom ha confermato una violazione di dati che ha colpito CAPCOM ID, il servizio di iscrizione della società giapponese, esponendo gli indirizzi email e altre informazioni collegate a oltre 11,7 milioni di account. È un numero enorme, che riguarda chi utilizza questo sistema condiviso per accedere ai servizi web dell’azienda e per giocare ad alcuni dei suoi titoli online.

Le email sono solo una parte del bottino. Tra i dati esposti compaiono anche la data di creazione dell’account, l’orario dell’ultimo accesso, il numero complessivo di login e l’indirizzo IP usato durante l’ultima connessione. Per un gruppo ristretto di 43 profili la situazione è più delicata, perché in questi casi gli aggressori hanno messo le mani anche su data di nascita, genere, nickname e paese di provenienza. C’è poi un altro gruppo di 196 account per cui gli hacker hanno cambiato la password di accesso a CAPCOM ID, con l’obiettivo di tagliare fuori i legittimi proprietari. L’azienda è intervenuta e ha reimpostato quelle credenziali.

Nell’avviso pubblicato dalla società si legge che le password di tutti gli altri iscritti non sono state esposte. Anche le informazioni delle carte di credito non hanno subito conseguenze.

Cosa è successo a CAPCOM ID e come si è mossa l’azienda

Il momento esatto dell’intrusione non è ancora chiaro. Capcom ha rilevato attività sospette e ha confermato l’accesso non autorizzato il 19 ottobre 2026. Le indagini sono partite immediatamente e già il giorno successivo era evidente che i dati dei clienti erano stati compromessi. Il 21 ottobre la società ha segnalato l’episodio alla polizia e alla Commissione per la protezione delle informazioni personali del Giappone, l’autorità che vigila sul trattamento dei dati nel paese.

Durante le verifiche l’azienda ha individuato il metodo usato per penetrare nei sistemi e ha adottato nuove misure di sicurezza per impedire che episodi simili si ripetano. Sul modo in cui gli aggressori sono riusciti a entrare la prima volta però non è stato diffuso alcun dettaglio. I servizi online del gruppo continuano a funzionare senza problemi. Capcom invita comunque gli utenti a restare attenti a comunicazioni non richieste, a email che domandano ulteriori informazioni e a messaggi che contengono link o allegati, perché sono proprio questi i canali più sfruttati dopo un furto di dati di questo tipo.

Gli utenti coinvolti verranno avvisati per fasi, con ogni probabilità a causa dell’enorme volume di account interessati dalla violazione. Nel frattempo l’azienda ha attivato canali di comunicazione dedicati alle diverse aree geografiche, attraverso i quali è possibile inviare richieste di assistenza.

Il precedente del 2020 e il peso di Capcom nel settore

Capcom è uno sviluppatore ed editore giapponese di videogiochi conosciuto in tutto il mondo per saghe come Resident Evil, Monster Hunter, Street Fighter e Mega Man. Conta 4.000 dipendenti e un fatturato annuo di circa 1,1 miliardi di euro, numeri che la collocano tra i nomi di primo piano dell’industria videoludica.

Non è la prima volta che la società finisce nel mirino dei criminali informatici. Nel novembre 2020 subì un attacco rivendicato dalla gang ransomware Ragnar Locker, che sosteneva di aver sottratto 1 TB di dati. In seguito l’azienda avvertì che le persone coinvolte potevano arrivare fino a 390.000. Ad aprile 2021 Capcom rivelò che in quell’occasione gli aggressori erano riusciti a entrare nei suoi sistemi sfruttando un vecchio dispositivo VPN.

Fonte: TecnoAndroid

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