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Activision non è soddisfatta di come viene raccontata la sua serie più famosa. Secondo la casa editrice, Call of Duty non riceve l’attenzione mediatica che meriterebbe, e questo nonostante i numeri record raggiunti e gli enormi sforzi produttivi che accompagnano ogni nuovo capitolo. Per invertire la tendenza l’editore ha deciso di puntare su una nuova campagna, pensata proprio per riportare il franchise al centro del discorso. Sembra quasi un paradosso, visto che si parla di uno dei marchi più noti e venduti dell’intero panorama videoludico, eppure il malcontento c’è ed è stato espresso senza troppi giri di parole.
Il punto merita di essere chiarito subito, perché il rischio di fraintendere è alto. Activision non si riferisce al lavoro degli influencer, che resta cospicuo e costante, e nemmeno al rumore che si genera sui social ogni volta che arriva sugli scaffali un nuovo episodio. Quel tipo di visibilità c’è e nessuno la mette in discussione. Il problema riguarda piuttosto la stampa specializzata e il modo in cui tratta l’argomento Call of Duty. Ed è una distinzione tutt’altro che secondaria.
Il peso di un nome che si è fatto gigante
La questione tocca un nervo scoperto. Una saga che macina risultati di questo livello, anno dopo anno, finisce per diventare quasi scontata agli occhi di chi la osserva per mestiere. Il successo commerciale di Call of Duty è talmente consolidato che il brand appare ormai come una presenza fissa del calendario, qualcosa che arriva con la stessa regolarità delle stagioni. Proprio qui nasce l’idea di un’Activision prigioniera del proprio stesso trionfo, costretta a fare i conti con una fama che invece di aprire porte rischia di trasformarsi in una gabbia.
Da una parte ci sono i numeri, che raccontano di una serie ancora capace di raggiungere vette altissime. Dall’altra c’è la sensazione, almeno secondo l’editore, che dietro quei risultati il lavoro svolto dai team di sviluppo non venga riconosciuto come dovrebbe. Gli sforzi produttivi legati a ogni capitolo sono imponenti, eppure l’impressione lamentata dalla compagnia è che la copertura giornalistica non restituisca fino in fondo questa dimensione.
Una nuova campagna per cambiare la narrazione
Di fronte a questo scenario la casa editrice ha scelto di non restare ferma. La risposta passa da una nuova campagna, con cui Activision intende rimettere la serie sotto i riflettori della critica di settore e non soltanto davanti agli occhi del pubblico generalista o degli appassionati che seguono i creatori di contenuti. L’obiettivo dichiarato è recuperare spazio proprio là dove il marchio sente di averne perso, cioè tra le pagine e gli approfondimenti dei giornalisti che si occupano di videogiochi.
Il nodo, insomma, non è la popolarità di Call of Duty, che resta fuori discussione, ma il tipo di riconoscimento che la serie ottiene dalla stampa specializzata. Una differenza sottile solo in apparenza, perché per un editore delle dimensioni di Activision il racconto che i media fanno di un prodotto conta quasi quanto le copie vendute. Ed è su questo fronte che la società ha scelto di concentrare le proprie energie, affidando alla nuova iniziativa il compito di colmare quella distanza tra risultati commerciali e attenzione mediatica che, a detta della stessa Activision, oggi pesa sulla saga.
Fonte: TecnoAndroid


