Black Tides: Draga’s Wake è il nome che in queste ore sta rimbalzando da una bacheca social all’altra, e basta dare un’occhiata al primo materiale mostrato per capire il motivo del clamore. Si tratta di un survival horror completamente nuovo, ma che a un primo sguardo sembra uscito dritto dritto da una sessione di gioco con Leon S. Kennedy. L’aria di famiglia con la saga Resident Evil è tale che molti, di primo acchito, ci hanno visto un capitolo inedito della serie Capcom.
Un horror che gioca sul terreno di Resident Evil
Chi ha messo le mani sugli ultimi episodi della saga targata Capcom riconoscerà subito certe sensazioni. L’inquadratura sopra la spalla, il ritmo guardingo degli spostamenti, quel senso di tensione che cresce piano mentre si esplora. Black Tides: Draga’s Wake pesca a piene mani da quel linguaggio visivo, tanto che il paragone con le sequenze di Leon è quasi automatico. Non è un caso che il trailer abbia fatto il giro del web in pochissimo tempo: la somiglianza è il primo biglietto da visita, e funziona da calamita per chi sente la mancanza di un certo tipo di esperienza.
Eppure, al di là dell’effetto a prima vista, qui non si parla di un clone qualsiasi. Il progetto si presenta come un titolo a sé, con una sua identità da costruire e un nome che lascia intuire ambientazioni cupe, legate al mare e a qualcosa che dal mare riemerge. Il termine Draga’s Wake nel titolo gioca proprio su questa atmosfera, suggerendo una scia, un risveglio, qualcosa che torna a galla quando meno te lo aspetti.
Cosa promette il gameplay
Il gameplay mostrato finora ricalca le meccaniche care al genere: esplorazione attenta, gestione delle risorse, momenti di azione alternati a fasi più lente e claustrofobiche. È la formula che ha reso grandi i survival horror moderni, e Black Tides: Draga’s Wake sembra volerla raccogliere senza nascondere le proprie ispirazioni. Anzi, in un certo senso le rivendica, perché è proprio quel rimando immediato a far drizzare le orecchie agli appassionati.
L’annuncio, va detto, è ancora ai primi passi. Le informazioni circolate sono poche e il materiale disponibile lascia parecchio spazio all’immaginazione, ma tanto è bastato per accendere la curiosità di una fetta di pubblico sempre affamata di brividi virtuali. La scommessa, adesso, è capire se il gioco saprà ritagliarsi una personalità propria oppure se finirà schiacciato dal confronto continuo con il modello a cui si ispira.
Per ora il survival horror si muove su questo crinale sottile: abbastanza simile da attirare lo sguardo, abbastanza nuovo da promettere qualcosa di diverso. Gli sviluppatori dovranno dimostrare che dietro l’apparenza c’è una struttura solida, capace di reggere quando l’effetto novità sarà passato. Le premesse, almeno sul piano dell’atmosfera, ci sono tutte: ambientazione marittima, toni cupi, quella tensione costante che il genere richiede.
Resta il fatto che, nel panorama attuale, vedere spuntare un nuovo survival horror con queste ambizioni fa sempre piacere a chi ama il genere. Black Tides: Draga’s Wake arriva in un momento in cui la voglia di esperienze cariche di tensione non manca di certo, e il primo impatto, quello con il volto familiare di un gameplay alla Leon, è già riuscito nel suo intento: farsi notare.