Binance rischia di restare fuori dal mercato europeo a partire dall’inizio di luglio, e la questione si gioca tutta su un documento: la domanda di licenza MiCA presentata in Grecia, che secondo due fonti vicine al dossier sarebbe vicina al rigetto da parte dell’autorità di mercato locale. Senza quel via libera, la piattaforma di criptovalute più grande al mondo perderebbe la possibilità di usare il cosiddetto passaporto europeo, lo strumento che permette a un operatore autorizzato in uno Stato membro di lavorare in tutta l’Unione. A complicare il quadro c’è anche la posizione di chi è già cliente. Cosa succederà agli utenti europei già registrati sulla piattaforma resta uno dei nodi ancora da sciogliere, perché senza autorizzazione tutto il meccanismo si inceppa.
Come funziona il passaporto MiCA e perché conta
La logica del regolamento è abbastanza lineare. Gli operatori crypto devono ottenere una licenza in un Paese dell’Unione per continuare a servire i clienti europei, e una volta ottenuta quell’autorizzazione vale come lasciapassare nel resto del mercato unico. Binance ha puntato sulla Grecia, rivolgendosi alla Hellenic Capital Market Commission, l’autorità che vigila sui mercati finanziari di Atene. Dall’autorità greca, però, non sono arrivati chiarimenti: il riferimento è stato alle regole di riservatezza che proteggono la procedura.
La società, dal canto suo, racconta una storia diversa. Sostiene di aver lavorato con le autorità per 18 mesi e di aver soddisfatto tutti i requisiti necessari. Secondo un portavoce, l’esame della domanda sarebbe stato completato e considerato conforme. “HCMC non ha dato alcuna indicazione formale contraria”, ha fatto sapere Binance, lasciando intendere di non aspettarsi una bocciatura.
La mossa su X e i nodi della scelta greca
Dopo l’uscita delle indiscrezioni, la piattaforma ha preso parola su X. Il messaggio parla di voler “sostenere un processo ordinato e ridurre al minimo le interruzioni” per gli utenti, senza scendere nei particolari. La società ha promesso un nuovo aggiornamento prima del 30 giugno e ha lanciato un avvertimento: i ritardi nel processo di autorizzazione MiCA rischiano di spingere parte delle attività fuori dall’Unione Europea. Una frase che suona come una pressione neanche troppo velata. Nel post pubblicato il 16 giugno 2026, Binance ha ribadito l’intenzione di adottare un approccio prudente che mette al primo posto i clienti e di voler tenere informati gli utenti, con ulteriori dettagli in arrivo direttamente.
La decisione di scegliere proprio la Grecia come base regolatoria europea era stata spiegata a febbraio dal co CEO Richard Teng. A pesare, secondo lui, sono stati il profilo della forza lavoro e la sicurezza del Paese, considerati preferibili persino rispetto a centri finanziari di dimensioni maggiori. Una scelta che a qualcuno è sembrata controcorrente, vista la presenza di piazze ben più note in Europa.
Sullo sfondo resta la vicenda del fondatore ed ex numero uno della società, Changpeng Zhao, conosciuto come CZ. Nel 2025 è stato graziato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo essersi dichiarato colpevole per la violazione delle norme statunitensi antiriciclaggio. Un passaggio che ha segnato uno dei capitoli più delicati nella storia recente della piattaforma e che torna a fare da cornice mentre si decide il futuro europeo del colosso delle criptovalute.